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Alessandria

Amag, holding finanziaria fra rivoluzione industriale ed elezioni

Via libera dalla Commissione Bilancio di Palazzo Rosso alle linee guida per la ricerca del partner finanziario e al nuovo statuto. L'assessore Abonante spiega, l'opposizione interroga, ma il finale per ora non è scontato
ALESSANDRIA – Via libera dalla Commissione Bilancio di Palazzo Rosso alle linee guida per la ricerca del partner finanziario e per il nuovo statuto di Amag Spa. Ora la parola passa al Consiglio comunale, passaggio obbligato per portare successivamente in consiglio di amministrazione e all'assemblea generale della società i provvedimenti che dovrebbero così completare la riorganizzazione della capogruppo controllata dal Comune di Alessandria. Ma la strada è ancora lunga e il processo, se parte oggi, potrebbe concludersi non prima di novembre. E di mezzo ci sono le elezioni dell'11 giugno. La completa trasformazione dell'Amag Spa in holding finanziaria che controlla le singole società è uno degli ultimi obiettivi che l'amministrazione uscente di Rita Rossa vuole portare a casa. Un risultato non del tutto scontato ascoltando le parole prudenti di Giorgio Abonante, assessore alle Finanze. Non scontato, però non rispetto al contenuto, bensì per i tempi. Se per qualche motivo, il Consiglio comunale non dovesse approvare in tempo utile il provvedimento entro la fine del mandato, tutto verrebbe messo nelle mani della prossima amministrazione. E non è certo detto che le scelte possano coincidere del tutto con l'attuale impostazione. Pensare a una ennesima rivoluzione societaria appare difficile, ma il dubbio è legittimo.

Cosa sta intanto per accadere? Con il nuovo assetto la holding punta a “recuperare risorse per fare investimenti” per usare le parole di Abonante. Lo vuole fare con un socio finanziario che entrerà con una quota azionaria massima del 49 per cento, ma che non potrà esercitare “alcuna influenza sugli obiettivi strategici e sulle decisioni significative della società o avere dei poteri di veto”. Quella approvata in Commissione è “una operazione tesa a reperire risorse per i servizi di rilevanza pubblica gestiti dalle società controllate da Amag Spa”. Alla capogruppo guidata dal presidente Stefano Da Capitani e dall'amministratore delegato Mauro Bressan fanno capo al cento per cento Amag Reti Idriche (ciclo integrato dell'acqua), Amag Reti Gas (distribuzione gas), Alegas (vendita gas ed energia elettrica), mentre Amag Ambiente (raccolta e trasporto rifiuti e servizi ambientali) è controllata per l'ottanta per cento e la Ream (gestione calore) al 51 per cento. L'unica quota di minoranza è quella del 15 per cento di Amag Mobilità il cui 85 per cento è oggi in mano al socio privato, la Line di Pavia. 

L'ingresso in Amag di uno o più soci privati, individuati con procedura a evidenza pubblica, avverrà sotto l'egida dell'advisor Banca Imi Spa (gruppo Intesa Sanpaolo) e prevede entro il mese di maggio la delibera di aumento di capitale sociale da parte dell'assemblea straordinaria di Amag Spa, fra giugno e luglio la presentazione di un piano strategico da sottoporre agli investitori interessati e la due diligence sul gruppo da parte degli operatori ammessi e invitati, a settembre la presentazione dell'offerta vincolante e tra ottobre e novembre la selezione delle offerte, l'aggiudicazione e il perfezionamento dell'operazione. Per conoscere il parere dei soci di minoranza di Amag Spa però è necessario arrivare all'assemblea dopo che il Consiglio comunale di Alessandria ha approvato l'atto. Ecco perché la prudenza sui tempi.

Abbiamo lavorato per tre anni per dare vita a un’unica azienda di servizi comunali che – rileva sempre Giorgio Abonante - ha riordinato sotto di sé tutti i servizi. Il risultato è un gruppo aziendale con oltre 600 addetti, 110 milioni di euro di ricavi e 100 milioni di patrimonio netto, oltre 11 milioni di margine operativo lordo e altrettanti di generazione di cassa e infine 24 milioni di investimenti previsti solo nel 2017”. Assessore ottimista, consiglieri di minoranza meno convinti. Con tanto di voto contrario finale e le parole di profonda perplessità e critica che vanno da quelle di Ciro Fiorentino (Federazione della sinistra) per “decisioni che condizioneranno il futuro del gruppo” dove la presenza del privato “sarà sempre crescente” a Domenico Di Filippo (M5S) che esprime riserve sul ruolo che il socio privato della holding potrebbe avere sulle singole società, fino a Davide Buzzi Langhi (Forza Italia) che chiede perché “procedere adesso alla cessione della quota finanziaria visto che le cose vanno così bene, come dice la maggioranza snocciolando i dati dei singoli business plan”? 
19/04/2017
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