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Arquata Scrivia

Cementir, fiato sospeso: giovedì si riunisce il tavolo in Prefettura

Sette giorni di sciopero e assemblea permanente per i lavoratori Cementir che restano all'interno dello stabilimento, nonostante l'azienda abbia staccato il riscaldamento, per dire no ai venti tre licenziamenti. Si lavora ad una "soluzione istituzionale" che potrebbe arrivare giovedì mattina, dopo il tavolo convocato in Prefettura
ARQUATA SCRIVIA - Sette giorni disciopero e assemblea permanente per i lavoratori Cementir che restano all'interno dello stabilimento, nonostante l'azienda abbia staccato il riscaldamento, per dire no ai venti tre licenziamenti, arrivati nonostante le promesse di una ricollocazione, metà all'interno del gruppo Cementir Caltagirone, l'altra tra le imprese che sono al lavoro per la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi.
"E' da quella base di accordo che dobbiamo ripartire, l'impianto normativo, la legge regionale 4 sulle compensazioni perle grandi opere, è ancora valido", hanno detto i senatori Federico Fornaro e Deniele Borioli che ieri, insieme ai colleghi parlamentari Cristina Bargero e Fabio Lavagno hanno fatto visita alla fabbrica presidiata."L'atteggiamento di Cementir è incomprensibile", dicono i sindacati. Era presente anche il segretario nazionale Fillea Cgil Gianni Fiorucci.
Si lavora su più fronti ad una soluzione istituzionale, che potrebbe essere raggiunta giovedì mattina, quando l'azienda e i sindacati si troveranno davanti al prefetto Romilda Tafuri. "Siamo ottimisti", dice Massimo Cogliandro, della segreteria regionale Fillea Cgil. Cementir sarebbe pronta a riprendere la sua “quota parte”, dieci lavoratori da dirottare sulla controllata Betontir, che ha una commessa da 50 milioni di euro per la fornitura di calcestruzzo per il Terzo Valico. Per gli altri tredici si dovrà attendere. Gli scavi per il valico, infatti, sono praticamente fermi, in attesa di una decisione del governo sul commissariamento di Cociv. 
Secondo i parlamentari, che si sono impegnati per raggiungere una soluzione, "i margini ci sono". Ci vuole la "buona volontà" dell'azienda e di tutti gli attori coinvolti. 
24/01/2017
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