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Economia e lavoro

Da Tortona a Corpus Christi guardando al mondo

“Potrebbe avere senso” per il Gruppo Mossi & Ghisolfi il progetto della Cassa depositi e prestiti di dare vita a un polo nazionale della chimica con la società tortonese, Versalis (gruppo Eni) e Polynt
ECONOMIA – Al momento non c'è ancora nulla di concreto, ma l'idea “ha senso” e potrebbe portare alla nascita di un player internazionale capace di giocare un ruolo primario sul mercato e di competere con le nazioni emergenti dell'Asia che si stanno espandendo grazie alla disponibilità di materie prime e ai bassi costi del lavoro. E l'idea potrebbe avere il cuore pulsante a Tortona. Il progetto è quello di un polo nazionale della chimica ed è promosso da Cassa depositi e prestiti (Cdp). Prevederebbe, la discussione è ancora embrionale, l'unione della tortonese Mossi & Ghisolfi con Versalis (società del gruppo Eni impegnata nei settori della chimica di base, della petrolchimica e delle materie plastiche; la produzione complessiva nel 2016 è stata di circa 5,7 milioni di tonnellate con un turnover di circa 4.2 miliardi di euro) e Polynt (Polynt-Reichhold, società globale attiva nei settori dei prodotti chimici intermedi, resine per rivestimenti e materiali compositi, materiali compositi termoindurenti, gel-coat e specialità chimiche di nicchia; il fatturato supera i due miliardi di euro ed è controllato pariteticamente da Investindustrial e Black Diamond Capital Management). Il progetto è allo stadio iniziale e sia Cdp, sia Eni non rilasciano commenti. Invece è in casa di Mossi & Ghisolfi che si guarda con interesse al percorso. “Il progetto potrebbe avere un senso per rilanciare la chimica italiana” è stato dichiarato del gruppo industriale tortonese al quotidiano 'Il Sole 24 Ore'.

L'interesse c'è perché l'Italia, benché sia il terzo produttore chimico d'Europa (dopo Germania e Francia), soffre del tipico nanismo d'impresa e non c'è un colosso nazionale che si avvicini ai leader mondiali del settore. Come sia destinata a evolvere l'idea del polo della chimica non si sa ancora. Quello che emerge chiaramente è il ruolo dell'azienda fondata nel 1953 da Vittorio Ghisolfi (foto) e Domenico Mossi. Oggi il gruppo controllato dalla società M&G Finanziaria, di proprietà della famiglia Ghisolfi, opera negli Stati Uniti, America Latina, Asia e Europa. L'anno scorso ha conseguito un fatturato di oltre 1,9 miliardi di dollari e conta oltre 1.700 collaboratori. L'azienda che mantiene il cervello a Tortona dispone all'interno delle conoscenze e delle risorse necessarie all’ideazione, progettazione e realizzazione dell’intero ciclo produttivo di una sostanza chimica: ricerca e sviluppo, ingegneria e impiantistica, produzione industriale su ampia scala. Mossi Ghisolfi è leader nell’innovazione applicata al settore del Pet, dell’ingegneria e dei prodotti chimici rinnovabili derivati da biomasse non alimentari.

La sfida alla globalizzazione e la progressiva internazionalizzazione delle attività hanno scandito la vita di una delle realtà industriali di eccellenza della provincia di Alessandria. La svolta arriva all'inizio del 2000 con l'acquisizione del business globale di Shell nel settore Pet, quindi prosegue nel 2002 con quella delle attività Rhodia in Brasile e l'anno successivo con la costruzione a Altamira, in Messico, di un grande stabilimento di Pet. Fra il 2006 e il 2013, anno in cui inizia la costruzione a Corpus Christi in Texas del più grande al mondo per la produzione di Pet e di Pta, proseguono le ricerche da cui deriva una tecnologia rivoluzionaria, il Proesa, che consente di ottenere biocarburanti e altri composti chimici da vegetali non alimentari. A oggi, Proesa è l’unica tecnologia al mondo in grado di produrre a livello industriale bioetanolo di seconda generazione. La tecnologia viene messa a punto (è il 2009) nell’impianto pilota di Rivalta Scrivia, ma quando prende corpo il progetto di una linea produttiva completa inizia crescere la protesta contro l'iniziativa con la discesa in campo di comitati locali. Il gruppo M&G si guarda intorno e individua a Crescentino l'area dove costruire l'impianto che nel 2013 inizia la produzione industriale basata sulla tecnologia Proesa.

È l'inizio di marzo del 2015 quando il gruppo diffonde il comunicato: “Guido Ghisolfi, 58 anni, vicepresidente e amministratore delegato del Gruppo Mossi Ghisolfi, ci ha lasciati. Ieri, a seguito di forti crisi depressive di cui soffriva da tempo, ha deciso di compiere un estremo atto che ha posto fine alla sua vita nei pressi della propria abitazione a Tortona. Guido Ghisolfi è stato un imprenditore italiano di rara capacità, tenacia, intuizione e ha saputo portare, insieme al padre Vittorio (ha guidato Confindustria Alessandria) e al fratello Marco, il Gruppo Mossi Ghisolfi in una dimensione internazionale. Il Gruppo è oggi uno dei leader consolidati nel settore delle materie plastiche e dei prodotti chimici ottenuti da risorse rinnovabili, ambito, quest’ultimo, in cui l’ingegnere Ghisolfi ha saputo esprimere particolare intuizione, coraggio e determinazione”. La visione e l'intuizione di Guido Ghisolfi hanno cambiato volto alla chimica italiana e hanno gettato le basi di una bioeconomia che fra chimica tradizionale e sostenibilità nel 2015 ha raggiunto un valore di circa 251 miliardi di euro di fatturato, per 1,65 milioni di occupati.
 
16/08/2017
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