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Economia e lavoro

Economia, segni di miglioramento. Anche se con prudenza

L'indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria rileva indicatori positivi in quasi tutti i settori. Occupazione sempre sotto osservazione, ma c'è chi torna ad assumere
ECONOMIA E LAVORO - Nell'industria alessandrina prevale il ritorno all'ottimismo. La valutazione è prudente, certo, ma i parametri positivi testimoniano che le aspettative locali e le tendenze del mercato trovano un punto di incontro sul terreno positivo. Lo dice Luigi Buzzi, presidente di Confindustria Alessandria, presentando l'indagine congiunturale trimestrale numero 169. Lo conferma Giuseppe Monighini dell'Ufficio studi dell'associazione imprenditoriale di via Legnano. Lo sottolinea Renzo Gatti, direttore confindustriale alessandrino, all'esordio nella carica che è stata ricoperta fino a dicembre da Fabrizio Riva.

Le previsioni di investimento sono quelle che più di altre fanno capire che aria tira. E nel settore metalmeccanico sono elevate, così come nel chimico in cui oltre il cinquanta per cento delle spese sono rivolte al potenziamento e non per la sola manutenzione. Il trimestre invernale porta molti segnali di miglioramento. E l'occupazione? La voce è preceduta da un segno 'più' in molti settori, ma è ancora la maggioranza (quasi l'ottanta per cento degli imprenditori intervistati in rappresentanza di un campione di centodieci azienda associate manifatturiere) a prevedere invariata l'occupazione. Con una differenza, però. “La parte restante pensa di aumentare il numero di dipendenti” sottolinea Buzzi. Dopo il 2015 in cui il mercato è stato profondamente influenzato dai provvedimenti governativi e il 2016 in cui è avvenuta una sensibile marcia indietro, arriva il 2017 in cui le imprese che investono possono tornare ad assumere.

Ma come vanno le cose a livello settoriale? In dettaglio l'indice di previsione dell'occupazione è a + 5, quello della produzione a +8, gli ordini totali a +8 e quelli all'export + 11. Torna positivo il dato sulla redditività (era negativo lo scorso trimestre e ora è a zero) che significa che non c'è bisogno di finanza nel breve periodo. Resta bassa la previsione di ricorso alla cassa integrazione, prevista dal sette per cento degli imprenditori intervistati. Il grado di utilizzo degli impianti sale al 75 per cento e la propensione a investire è dichiarata dal 77 per cento del campione. Altro indicatore positivo è la ulteriore diminuzione del ritardo degli incassi che viene segnalato dal 32 per cento del campione. Infine, i settori con metalmeccanico, chimica, gomma-plastica e servizi alle imprese tutti all'insegna dell'indice positivo. Solo il settore alimentare mostra attese in calo, ma rientra nel normale andamento stagionale del comparto. 
28/01/2017
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