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Provincia

Inchiesta rifiuti: Novi costretta a portare la spazzatura a Biella

Srt costretta a portare i rifiuti ad Asti, Torino e Biella. Mallarino: "Se la situazione in Aral non si risolve, sarà emergenza". Martedì le società di raccolta e smaltimento rifiuti si riuniranno: "auspichiamo che ci vengano comunicate soluzioni"
PROVINCIA - Impianto cercasi per smaltire rifiuti. Rischia il collasso il sistema di smaltimento rifiuti in Provincia a seguito dell'inchiesta della procura di Brescia che ha scoperchiato il pentolone sull'illecito smaltimento di rifiuti.
Aral, coinvolta pesantemente nell'inchiesta, ha chiuso i portoni ai rifiuti provenienti fuori provincia ed ha ridotto in ritiro di quelli che arrivano dagli altri centri zona, come Novi e Torona, garantendo solo in servizio per quelli alessandrini e valenzani.
Così Srt, la società del novese, ovadese, tortonese e acquese, si è dovuta arrangiare, cercando alternative. 
Nelle scorse settimane Srt, che portava nell'impianto di Castelceriolo circa 8 camion di rifiuti urbani al giorno (in forza di una convenzione che è finita, anche questa, nel mirino della magistratura), ha ottenuto l'autorizzazione dalla Provincia a conferire l'immondizia a Biella, mentre altri camion stanno andando ad Asti e Torino. 
"Siamo in una situazione di pre-emergenza. Se gli impianti Aral resteranno in funzione in forma ridotta, dopo la diffida della Provincia, si entrerà in una situazione di emergenza, con un conseguente aggravio di costi per lo smaltimento, che rischia di ripercuotersi sulla tariffa urbana a carico dei cittadini", spiega Alberto Mallarino, direttore di Srt. 
"Da otto camion, ne possiamo conferire solo tre – spiega ancora Mallarino – Ci siamo attivati per trovare soluzioni alternative e, al momento, parte dei rifiuti vengono trattati ad Asti, dalla società Gaia e a Torino, presso l'inceneritore. Questo però a breve effettuerà una fermata per manutenzioni e ci siamo visti costretti a cercare una nuova soluzione temporanea, a Biella appunto".
La Provincia aveva infatti congelato l'autorizzazione al conferimento nell'impianto alessandrino in attesa dell'esito dell'inchiesta ed aveva, a metà luglio, imposto ad Aral di “svuotare” due capannoni dell'impianto, in cui si trovavano accatastati tonnellate di rifiuti. I vertici Aral, finiti sotto inchiesta, si sono nel frattempo dimessi ed è stato nominato un nuovo amministratore delegato, Alessandro Giachetti, che dovrà nominare però un direttore esecutivo. Martedì è convocata una riunione tra i comuni e le aziende di raccolta rifiuti, tra cui Aral ed Srt, dalla quale potrebbero emergere indicazioni.

21/08/2017
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