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Novi Ligure

Iperdì, i lavoratori scendono in strada: "A rischio mille famiglie"

I dipendenti del supermercato Iperdì di Novi Ligure sono scesi in strada questa mattina. Con la crisi del gruppo Cga Generalmarket ci sono un migliaio di posti di lavoro a rischio
NOVI LIGURE – I dipendenti dell’Iperdì di Novi Ligure sono scesi in strada questa mattina: hanno manifestato per far sapere ai cittadini novesi che – con la crisi del gruppo Cga Generalmarket, proprietario di 35 supermercati in Lombardia, Piemonte e Liguria – ci sono un migliaio di posti di lavoro a rischio, tra i cui i loro. In tanti, tra i 21 addetti del punto vendita di via Oneto, lavorano lì fin dal giorno dell’apertura, l’ormai lontano 14 maggio 2004.

Leonardo GattiCome Leonardo Gatti, capo reparto («La cosa che ci fa più preoccupare è la mancanza di notizie da parte dell’azienda, si parla di trattative per la cessione ma nessuno ci informa») o Daniela Marino, che ha attraversato anche la crisi del 2015, quando dal supermercato novese vennero licenziate 7 persone considerate in esubero. Anche Morena Goglino, delegata sindacale per la Cgil, ha ormai 14 anni di lavoro alle spalle nel punto vendita novese: «La situazione era già critica, la merce da tempo arrivava a singhiozzo». Con i dipendenti, a manifestare prima davanti al supermercato, c’era anche il direttore Cristiano Bonavida: «Sono rimasto a Novi finché ho potuto, poi l’azienda mi ha richiamato in Lombardia ma oggi ci tenevo a essere qui con i miei ragazzi».

Dopo il presidio in via Oneto, i commessi dell’Iperdì hanno sfilato fino al municipio dove sono stati ricevuti dal sindaco Rocchino Muliere e dalla sua vice Felicia Broda. I sindacalisti della Filcams-Cgil Antonio Torchia e Alex Del Nevo hanno illustrato la grave situazione di crisi in cui versa la Cga Generalmarket: «C’è grande apprensione per il futuro dell’azienda, che ha chiuso tutti i propri punti vendita e ha lasciato i lavoratori senza stipendio da luglio [hanno ricevuto solo un acconto del 40 per cento; ndr]. Siamo tenuti all’oscuro delle trattative in corso e non sappiamo se e quali punti vendita saranno ceduti, a chi e a che condizioni».

Muliere ha garantito il supporto delle istituzioni locali: «Dietro ogni posto di lavoro c’è una famiglia e la vostra è una battaglia importante per tutta la collettività novese. Ho già preso contatti con il prefetto e con l’assessorato regionale al Lavoro: chiederemo di poter partecipare al tavolo nazionale in programma il 1° ottobre a Roma perché i lavoratori piemontesi dell’Iperdì [oltre a Novi ce ne sono tre in provincia di Novara; ndr] siano adeguatamente tutelati».
24/09/2018
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