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Serravalle Scrivia

Kme, il rame non "tira", fermata anticipata

Già fermi gli impianti alla Kme di Serravalle Scrivia. E a gennaio si attende il nuovo piano industriale: dopo la vendita di uno stabilimento in Inghilterra si temono ripercussioni anche sull'Italia
SERRAVALLE SCRIVIA – Impianti fermi da oltre 20 giorni alla Kme di Serravalle Scrivia. Un Natale anticipato, ma non è una buona notizia. La crisi, che sta investendo soprattutto il settore delle lavorazioni in rame, ha fatto anticipare la fermata che, generalmente, veniva effettuata verso il 20 dicembre.
“Il 70% dei lavoratori è fermo dal 2 dicembre, sono rimaste solo pochi per la manutenzione e gli inventari – spiega Angelo Paternò della segreteria provinciale Fiom Cgil – riprenderemo il 7 gennaio e la priorità sarà il mantenimento degli accordi di aprile”.
L'accordo, siglato dopo una lunga mobilitazione, prevedeva il mantenimento del livello occupazionale (si temevano 90 esuberi, ndr) fino a tutto il 2015 e l'utilizzo dei contratti di solidarietà.
I sindacati non nascondono però il timore per la presentazione del nuovo piano industriale la fine di gennaio. Il gruppo Kme si sta ristrutturando a livello europeo e recentemente è stato venduto uno stabilimento in Inghilterra. “Per quanto riguarda l'Italia al momento non ci sono novità sugli stabilimenti di Serravalle e di Fornaci di Barga. Ma non è escluso che la riorganizzazione possa riguardare anche Kme Italia”.
La scorsa settimana, in un incontro nella sede centrale dell'azienda, sono stati illustrati i risultati del gruppo: “nonostante tutto c'è stato un lieve miglioramento del fatturato, ma si registra una netta caduta del business nel settore tubi rame – spiega Paternò – Il prodotto sanitario risulta superato da altri materiali”. Tiene, invece, la produzione di barre d'ottone.
“Purtroppo non vediamo molti miglioramenti. Attendiamo la presentazione del piano industriale e di capire se l'azienda ha in progetto alternative alla produzione dei tubi rame”. Margini per nuove “mosse” ci potrebbero essere: i lavorati industriali o l'utilizzo di materiali alternativi per la produzione di sanitari. Tutto rinviato a gennaio, in ogni caso.
23/12/2013
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