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Economia

L'industria riparte con tanti timori

Riaprono i cancelli delle fabbriche in provincia di Alessandria tra vecchi timori e (poche) nuove speranze. Il settore edile resta in ginocchio anche se si spera nelle nuove assunzioni promesse da Cociv legate alla realizzazione del Terzo Valico. Restano aperti i fronti di Sapsa Bedding, Trafileria Morsasco, Bundy
ECONOMIA - Riaprono i cancelli delle fabbriche in provincia di Alessandria tra vecchi timori e (poche) nuove speranze. L'ultima indagine congiunturale di Confindustria Alessandria parlava di “una svolta indesiderata”, al ribasso, ma, secondo Frabrizio Riva, direttore Confindustria l'economia alessandrina è pronta ad affrontare gli esami di riparazione. Esami dai quali dipende il futuro di circa un migliaio di lavoratori.
Partendo dal comparto edile, "se prima erano soprattutto le piccole ditte artigiane a soffrire, ora anche le grandi annunciano difficoltà", dice Aldo Gregori, segretario provinciale Uil. Cementir, azienda del gruppo Caltagirore, minaccia 25 esuberi. Le istituzioni, peraltro, ce l'avevano messa tutta ad evitare licenziamenti, favorendo attraverso tavoli di confronto una commessa di lavoro da parte di Cociv, per la realizzazione del Terzo Valico. I primi incontri in Regione tra azienda, sindacati ed enti sono fissati per settembre.
Nel settore cave ed escavazioni, c'è la Franzosi di Tortona, un centinaio di dipendenti. Il titolare dell'azienda è coinvolto in una indagine per smaltimento illecito rifiuti.
Sempre a Tortona, Itinera (gruppo Gavio) annuncia la mobilità per 105 lavoratori, sparsi nei cantieri di Alessandria, Novara, Vercelli e altri. "L'edilizia è sempre stata il traino dell'economia – dice Gregori – ma non ci sono più commesse pubbliche, se non per piccoli lavori di manutenzione, e il privato non investe".

L'incertezza regna sovrana tra i metalmeccanici. Caso a parte l'Ilva di Novi, dove «si va avanti con i contratti di solidarietà, aspettando la proposta del Governo».
Alla Kme di Serravalle direzione e sindacati hanno appena siglato un accordo: si va avanti con gli ammortizzatori sociali, fin che ci sono.
I 350 della Cerruti di Casale Monferrato sono sempre ad orario (e stipendio) ridotto. Alla Ips (ex Comital) di Alessandria la nuova proprietà ha assorbito 27 lavoratori, ma 25 restano fuori, in mobilità.
A Borghetto Borbera torna l'allarme alla Bundy che produce parti per refrigeratori: ancora un anno di cassa integrazione per i 150 lavoratori, ma l'azienda ha iniziato a parlare di circa 70 esuberi.
Poi ci sono i casi limite, «la Trafilerie Morsasco, che dopo un concordato ha riaperto con 12 degli 80 dipendenti» e la Sabsa Bedding di Silvano d'Orba, acquistata da un fondo di investimento "interessata a ristrutturare, ma senza investire in un rilancio", dice Gregori.

"La tendenza delle aziende in difficoltà è quella di ricorrere al concordato in continuità, una sorta di fallimento controllato, con cui ci si libera dei debiti, ma di fatto si creano scatole cinesi dove non è più chiaro chi ha la responsabilità", spiega il sindacalista. "Lo strumento nasce con fini positivi – ammette Fabrizio Riva – ma va rivisto, perchè consente di congelare le passività, mettendo però in difficoltà i fornitori che non si vedono riconosciuti i crediti". Finchè ci sono gli ammortizzatori sociali, si tampona, ma la normativa è cambiata ed è molto più restringente. Secondo i dati Cisl, nel primo semestre 2016, in Provincia di Alessandria, sono state complessivamente autorizzate 3.100.975 ore di cassa integrazione, contro le 4.475.481 ore del semestre precedente

Perplessità anche per l'utilizzo sempre più massiccio dei voucher, i buoni prepagati con i quali vengono pagati alcune categorie di lavoratori, in genere gli stagionali: "ce ne è un'uso distorto e sono in continuo aumento. Solo nell'ultimo trimestre si è registrato un aumento del 15%. Ma sono forme che nascondo sfruttamento se non proprio lavoro nero. A fronte di sei ore di lavoro il datore ne paga, con i buoni, tre. E vai poi a dimostrare che il lavoro prestato valeva il doppio".

Si attendono le assunzioni di circa 250 addetti alla vendita al Serravalle Outlet. Per i primi selezionati si sono già tenuti i corsi formativi. A settembre ci sarà un'intera giornata per mettere in contatto i candidati con le singole aziende. Si tratta, almeno nella fase iniziale, di assunzioni a tempo determinato. Piuttosto che niente, meglio piuttosto?
29/08/2016
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