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Capriata d'Orba

La Dico se ne va, addio al territorio novese

Il territorio del novese perderà così nei prossimi mesi un’altra importante unità produttiva. Il gigantesco impianto conta circa 12 mila metri quadrati di superficie coperta, oltre ai grandi posteggi necessari agli autotreni per effettuare le operazioni di carico-scarico delle merci alimentari
CAPRIATA D'ORBA - Se ne va anche la Dico spa, insediata da diversi anni nella zona industriale di Capriata. Il territorio del novese perderà così nei prossimi mesi un’altra importante unità produttiva. Il gigantesco impianto conta circa 12 mila metri quadrati di superficie coperta, oltre ai grandi posteggi necessari agli autotreni per effettuare le operazioni di carico-scarico delle merci alimentari destinate a rifornire i negozi a marchio Dico dell’Italia settentrionale.

Che le cose non andassero per il verso giusto lo si era notato verso la metà del 2013, quando venne chiuso per scarsità del giro d’affari, il punto vendita di Novi in piazza Pernigotti (ex Coop). La crisi ha coinvolto anche i depositi di Capriata che, attraverso un piano di razionalizzazione voluto dalla nuova proprietà, il Gruppo Tuo che ha sede in Roma, saranno accorpati da aprile in una nuova e più ampia sede vicino a Stradella, in provincia di Pavia.

Ma se da una parte la proprietà gioca la carta di un piano di rilancio, dall’altra a pagarne le conseguenze saranno i lavoratori. Nell’impianto di Capriata operano 8 dipendenti, a cui però se ne sommano altri 30 della cooperativa di magazzinaggio “Tiemme” che ha sede a Genova, della quale molti risiedono nel bacino novese. Il trasferimento in terra lombarda presenta gravi problematiche per i lavoratori, alcuni dei quali hanno già dichiarato di non potersi spostare autonomamente per motivi familiari e finanziari. Così pure, queste difficoltà riguarderanno i magazzinieri della “Tiemme”, seguita sotto il profilo sindacale dalla Filt.

Uno stipendio mensile di circa mille euro, non permette agevoli trasferimenti e neppure viaggiare, poiché le operazioni tecniche di magazzinaggio cominciano molto presto al mattino, con l’arrivo degli autotreni. I sindacati chiedono controlli sul fatturato: “In un momento in cui la crisi dovrebbe favorire questo genere di esercizi commerciali, i discount appunto, non si capisce bene come sia possibile lo stillicidio dei punti vendita e della logistica”.

“Tutta questa vicenda, seguita alla riorganizzazione in atto parte da lontano: da Roma – spiega Antonio Torchia della Filcams-Cgil – La Dico l’anno scorso è stata rilevata da un nuovo proprietario, il Gruppo Tuo. Teniamo conto che la crisi Dico è di livello nazionale, per cui sono state aperte le procedure per gli ammortizzatori sociali. Stradella, secondo il piano aziendale, dovrebbe essere più baricentrico rispetto Capriata. La zona è stata individuata come area geografica che faciliterebbe migliori collegamenti con tutti i punti vendita. Come sindacato porteremo avanti le istanze dei dipendenti, prima di tutto affinché continuino l’attività anche su Stradella, senza licenziamenti. Per esempio chiedendo per loro un mezzo quotidiano per gli spostamenti, a spese dell’azienda”.

 
30/01/2014
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