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Ovada

Lavoro: nuvole grigie Il 2018 è ancora in calo

Il dato sugli ultimi dodici mesi fornito dalla Camera di commercio non è rassicurante sull’andamento dell’economia nel nostro territorio. Poche le eccezioni. Poco più di 2.500 aziende. Meno chiusure rispetto al recente passato
OVADA - L’ultima rilevazione pubblicata su questo giornale due anni fa parlava di un calo generalizzato nel mondo dell’imprenditoria ovadese: quasi 200 aziende perse in sei anni per un totale di quasi 2 mila posti di lavoro nel medesimo periodo. L’ultima elaborazione divulgata dalla Camera di Commercio di Alessandria è in linea, seppur evidenziando un rallentamento del fenomeno sia in termini di aziende che di addetti. Si attesta a 2.513 imprese il totale delle realtà registrate a fine 2018 nei sedici comuni dell’Ovadese. Il saldo è negativo per 23 unità: le nuove aperture negli ultimi dodici mesi sono state 120, le chiusure 143. Il dato più indicativo è quello di Ovada che al 31 dicembre scorso poteva contare su 1.275 aziende, una diminuzione di sei unità. Il settore del commercio in genere, dettaglio e ingrosso, è quello più ampio: 575 aziende in tutto l’Ovadese con 17 aperture e 27 chiusure, 356 nel solo centro zona che ha perso 9 realtà. A seguire le aziende agricole: 500 sul territorio (-7), 71 quelle registrate in città.  Perde anche la manifattura ferma sul territorio a 260 aziende (-19 in dodici mesi). Il dato è particolarmente significativo a fronte dell’andamento degli anni precedenti. Dal 2010 l’Ovadese è calato nell’artigianato in genere: un -6.8% minore rispetto alla media della provincia, che si attesta all’11.5%, ma che rappresenta comunque un fenomeno significativo. In calo anche il settore delle costruzioni con una perdita stimata attorno al 7% nel periodo preso in esame.  Interessante notare cosa è successo negli altri paesi a forte presenza di imprese nelle aree artigianali. Al momento di scrivere non era disponibile il dato su Belforte. Silvano d’Orba può contare su 190 imprese avendone perse 5 nell’ultimo anno. Tagliolo è uno dei pochi comuni a mostrare un dato positivo: 161 aziende (+3). Molare, il secondo comune più popoloso della zona, ha 148 aziende, con una perdita di 6 nell’ultimo anno.

Una cartina di tornasole importante è sempre l’artigianato. A fine 2018 in tutto il territorio erano 745 le imprese. Un turn over che rimane molto accentuato se si pensa che le chiusure sono state 64, quasi il doppio delle 38 aperture. Per quanto riguarda il centro zona i dati parlano di 378 realtà; in questo caso la perdita è ridotta con 24 chiusure e 18 nuove imprese. In calo Silvano con 73 aziende (-9 nel 2018), quasi stabile Tagliolo a quota 47 (-1). Il settore più rappresentato è quello delle costruzione che annovera 314 aziende con 37 chiusure e 20 nuove aperture. Seguono la manifattura con 177 (-6), il commercio in genere con 52, il trasporto e la piccola logistica con 39. 

27/03/2019
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