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Economia

"Scali ferroviari: interesse per Novi San Bovo, non per Alessandria"

C'è l'interesse di una società genovese ad acquisire lo scalo merci di San Bovo, a Novi Ligure. A farsi avanti la Metrocargo Italia, parte del network ferroviario che comprende anche Oda - Officine di Arquata Scrivia. E Alessandria? Costi troppo alti...
NOVI LIGURE – C’è l’interesse di una società genovese ad acquisire lo scalo merci di San Bovo, a Novi Ligure. La notizia, che circolava da qualche giorno nell’ambiente del trasporto ferroviario, è stata confermata ieri dal sindaco Rocchino Muliere durante l’incontro di fine anno con i giornalisti locali.
L’azienda che si è fatta avanti è la Metrocargo Italia, controllata da I.Log Iniziative Logistiche e parte del network ferroviario che comprende anche Oda (Officine di Arquata Scrivia), FuoriMuro e InRail. Quella di Metrocargo è stata l’unica offerta per lo scalo ferroviario di Novi Ligure "messo all’asta” dalle Ferrovie tramite la società Mercitalia Logistics.

La notizia – anticipata una decina di giorni fa da Nicola Capuzzo su Ship2Shore è stata confermata anche da Guido Porta [nella foto], vertice di Metrocargo e di FuoriMuro, spiegando che «all’apertura delle buste l’unica offerta presentata era la nostra e attendiamo ora di sapere come proseguirà la procedura». Porta ha precisato che l’offerta di Metrocargo «riguarda solo San Bovo» (Mercitalia aveva messo sul mercato anche lo scalo di Alessandria Smistamento, ma pare che per questo non siano pervenute offerte). Attende la fine della procedura di assegnazione anche il Comune di Novi: «Non appena l’iter sarà concluso – ha detto Muliere – chiederò la costituzione di un tavolo di lavoro con Metrocargo, Mercitalia ed Rfi [la società proprietaria delle infrastrutture ferroviarie; ndr] per conoscere nei dettagli le reali prospettive di sviluppo dell’area».

Mercitalia, divisione cargo del gruppo Ferrovie dello Stato, lo scorso giugno aveva avviato una procedura volta a «individuare operatori economici interessati a procedure per contratti di acquisto o locazione» degli scali, rivolta a imprese che potessero portare sviluppo al territorio e incrementare così l’occupazione locale. Sul mercato erano finiti i 100 mila metri quadrati dello scalo di Novi San Bovo e i 200 mila di Alessandria Smistamento, offerti in vendita o in affitto per lunghi periodi (tra i 20 e i 50 anni).

Proprio Guido Porta qualche tempo fa aveva rivelato l’interesse del suo gruppo a rilanciare l’area logistica di Arquata Scrivia. Ma aveva aggiunto che il progetto era più vasto, perché comprendeva anche lo scalo di San Bovo, «dove servirebbe un investimento di 15 milioni di euro». L’amministratore delegato di Metrocargo aveva spiegato che «la riqualificazione di Arquata e San Bovo potrebbe servire da volano per il successivo sviluppo dello scalo di Alessandria, dove si stima siano necessari investimenti pari ad almeno 50 milioni di euro». Forse è a causa di questi costi elevati che lo scalo alessandrino per ora non ha trovato aziende interessate all’acquisizione.
29/12/2017
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