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Ovada

Ovada DOCG: festa in Enoteca per il riconoscimento ministeriale

Nel corso di un evento organizzato presso l'Enoteca Regionale, a cui hanno partecipato i principali produttori del territorio, il Consorzio dell'Ovada DOCG ha "mostrato" le tappe del percorso affrontato negli ultimi dieci anni, fino al riconoscimento arrivato qualche settimana fa dal Ministero delle Politiche Agricole.

OVADA - Il tentativo di legare a doppio filo il territorio con le eccellenze vinicole del territorio, come già avviene nelle Langhe - con il Barolo e il Nizza - rappresenta l'obiettivo a lungo termine. Ma in parte, con la presenza di alcune bottiglie istituzionali del gruppo (tra cui quella del 2017 e una del 2018: un Ovada del 2007 e uno del 2015) il Consorzio dell'Ovada DOCG ha "mostrato" le tappe del percorso affrontato negli ultimi dieci anni, fino al riconoscimento arrivato qualche settimana fa dal Ministero delle Politiche Agricole. “L’idea – ha spiegato il presidente Italo Danielli nei locali dell’Enoteca Regionale – è nata dalla convinzione che proprio la docg (che ha dieci anni ndr) possa essere il grimaldello attraverso il quale lavorare per tutto il nostro settore e l’Ovadese in genere. Siamo partiti in pochi, oggi siamo più di 30 aziende, espressione del 60% del territorio. Ma questo è solo un primo passo, non certo il punto d’arrivo”.

“E’ un momento in cui c’è spazio e maggiore interesse tra associazioni di tutela nel cercare alleanze e collaborazioni – racconta – Siamo consapevoli di non poter raggiungere i numeri di altre realtà del nostro settore. L’importante è lavorare per piccoli passi, secondo le risorse a nostra disposizione”. Nel frattempo essere un consorzio darà la possibilità di accedere ai fondi per la promozione. “Da Ovadese – ha commentato Maurizio Montobbio, presidente uscente del consorzio del Gavi – non posso che essere felice del risultato ottenuto. Oggi il consorzio di tutela è uno strumento imprescindibile”. “Anche grazie a queste iniziative – il saluto del segretario della Camera di Commercio di Alessandria, Roberto Livraghi – il nostro territorio può sedersi a pieno titolo al tavolo che le realtà dell’Astigiano”. “Dietro all’associazione – ha concluso Danielli – c’è un gruppo di lavoro che discute, si confronta. Ma la cosa importante è l’impegno, in termini di tempo e risorse, che tutti hanno profuso per portare avanti l’idea comune al di là del lavoro che tutti noi facciamo in azienda”. 

6/04/2018
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