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Ovada

Saamo: allarme rosso sui conti

Il consuntivo 2016 approvato dall'azienda di trasporto fissa la perdurante crisi del trasporto pubblica e la diminuzione dei ricavi derivanti dal settore turistico. Ma la ricetta per affrontare il problema rimane la stessa
OVADA - La ricetta per provare a risalire la china è, almeno in parte, la stessa a cui si pensava qualche anno fa, quando amministratore unico della società era Franco Piana e la situazione economica di Saamo già traballante. Ampliare la gamma di servizi offerti ai Comuni, che sono poi i proprietari dell’azienda, andando oltre il trasporto pubblico, investire sul noleggio degli autobus turistici, conquistare nuovi appalti per il servizio scuolabus e via dicendo. Stavolta l’obiettivo è riuscire a passare dalle parole ai fatti. E non si potrà fare altro se si vorrà salvare Saamo. L’altra settimana, nell’assemblea dei soci sul bilancio consuntivo 2016, il nuovo amministratore unico Gianpiero Sciutto, che ha sostituito Piana il 20 dicembre, ha annunciato ai sindaci un passivo di 237.484 euro. Nel 2015 ci si era fermati a – 75 mila. Le cause, snocciolate nella relazione, sono diverse. L’aumento delle perdite si deve in gran parte a un calo di vari contributi – 70 mila euro – e alla mancata acquisizione del dividendo di Econet, altri 67 mila. Più una serie di altre voci tra cui spicca – come causa strutturale – un calo cronico degli incassi da biglietti e abbonamenti. “Se infatti è rallentata l’emorragia dei chilometri percorsi coperti da contributi regionali, lo stesso non si può dire per quanto riguarda l’utenza – spiega Sciutto -. Nel 2016 gli introiti derivanti da questa voce sono calati del 6,2%, pari a circa 17 mila euro, e nei primi 4 mesi del 2017 la regressione è già stata di circa il 9%”. Una diminuzione che lo stesso Sciutto definisce “preoccupante” e che spinge l’azienda, impegnata nel limare le spese, a una riflessione concreta su come muoversi in futuro.

E se da un lato si parla di chiedere ai Comuni un contributo diretto per mantenere le linee che registrano perdite maggiori (Saamo sta realizzando un’analisi dettagliata) e si pensa a investimenti su mezzi, servizio a chiamata e bigliettazione elettronica per mettersi al passo coi tempi, dall’altro si guarda più distante. Si dovrà lottare per avere nuovi appalti legati ai servizi di scuolabus, riprendendosi quello di Ovada, oggi in mano ad Arfea, si punterà sul noleggio dei bus turistici acquistandone uno nuovo (nel 2015, ricavi di 249 mila euro, quasi pari a quelli dei bus di linea) e soprattutto si cercherà di ampliare il raggio d’azione ad altri settori, in collaborazione coi Comuni. Quali? “Vedremo, considerato che non siamo società “in house” – dice Sciutto -. Ma abbiamo competenze, risorse umane. Pensiamo a cosa potremmo fare ad esempio per la gestione dei parcheggi a pagamento o magari dei cimiteri, Ovada in primis”. Ipotesi, per ora. Poi c’è il progetto di riattivazione della linea ferroviaria per Alessandria, insieme a una ditta privata del settore, incrociando treni e bus: “Ci stiamo lavorando”.  

4/07/2017
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