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Provincia

Scuola, presto tra i banchi senza docenti e dirigenti

Alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico, “circa la metà degli istituti è senza un dirigente”. Non c'è solo la questione della mancanza di docenti a mettere i bastoni tra le ruote della ripresa del nuovo anno tra i banchi di scuola. Mancano insegnanti, segretari amministrativi e personale Ata ed anche i dirigenti su tutto il territorio provinciale
PROVINCIA - Alla vigilia dell'avvio dell'anno scolastico, “circa la metà degli istituti è senza un dirigente”. Non c'è solo la questione della mancanza di docenti a mettere i bastoni tra le ruote della ripresa del nuovo anno tra i banchi di scuola. Mancano insegnanti, segretari amministrativi e personale Ata ed anche i dirigenti su tutto il territorio provinciale. Anzi, regionale. A dare l'allarme ancora una volta sono i sindacati unitari Cgil, Cisl, Uil e Snals che ieri, a Torino, hanno incontrato gli amministratori e i parlamentari piemontesi.
A livello regionale mancano 553 docenti e “c'è una totale chiusura da parte del Miur, ministero pubblica istruzione”, dicono.
In provincia di Alessandria, a fronte di circa 60 richieste di nuovi insegnanti, ne sono stati assegnati solo 33. “Le criticità maggiori si hanno nella scuola primaria di secondo grado”, dice Carlo Cervi di Cisl Scuola. Anche alle superiori i problemi non mancano: qui c'è l'emergenza delle classi pollaio, da 35 fino a 38 alunni per classe. Non mancano gli spazi, mancano i docenti. Alcune situazioni sono state sanate, grazie allo sdoppiamento di indirizzi, ma non basta. 
“Le richieste di organico – dicono ancora i sindacati – sono effettive. Oltre alle carenze di docenti ordinari, manca anche personale di supporto per disabili e certificati”.
Circa le metà degli istituti, poi, è senza un dirigente. “Si va avanti di reggenza in reggenza. Ma in molte scuole, a dieci giorno dall'inizio, non si conoscono ancora i nomi di chi sarà chiamato a dirigere”, prosegue Cervi.
Il nuovo concorso per dirigenti non è ancora concluso e la vecchia graduatoria è ormai esaurita. A mancare non è però solo una manciata di direttori: ne servono almeno 20 su 53 istituti comprensivi.
Alla luce delle difficoltà denunciate dai sindacati, prosegue quindi lo stato di agitazione in tutto il Piemonte.
In un comunicato congiunto, Cgil, Cisl, Uil e Snals, denunciano il rischio di “rendere strutturale la precarietà poiché viene meno il diritto ad una titolarità di scuola. La procedura presenta molteplici
profili di incoerenza e contraddizioni giuridiche, in quanto non sono garantite trasparenza ed oggettività di procedura. I dirigenti scolastici sono lasciati soli di fronte a responsabilità che diventano così personali. Se il solo scopo e quello di attuare una norma che in più occasioni abbiamo giudicato sbagliata, la fretta e la mancanza di garanzie determina gravi violazioni nei confronti dei lavoratori ed aggrava il rischio di contenzioso”.
30/08/2016
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