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Novi Ligure

Sperlari e fondo indiano, le trattative per Pernigotti vanno avanti

Le trattative sul possibile passaggio di mano di Pernigotti vanno avanti. Le proposte più concrete arrivano da Sperlari e da un fondo indiano, ma bisogna fare i conti con i Toksoz. Di Maio non scende nei dettagli. Malpassi: "Serve tempo per dare respiro alle trattative"
NOVI LIGURE – L’incontro con il vicepremier Luigi Di Maio, ieri a Novi Ligure, ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sulle trattative per l’eventuale passaggio di mano della Pernigotti. «Si sono fatti avanti diversi potenziali acquirenti – ha detto Marco Malpassi, segretario provinciale della Flai-Cgil – Ma le proposte più concrete allo stato attuale sono solo due: quella di Sperlari e quella di un fondo indiano».

L’altro ieri, nella sede di Aidepi, l’associazione che riunisce le industrie italiane del dolce e della pasta, i dirigenti della Sperlari hanno incontrato i rappresentanti nazionali dei sindacati di categoria e hanno confermato l’interesse per il marchio Pernigotti e lo stabilimento di Novi. «Sperlari ha manifestato la propria intenzione di acquisire l’azienda o, se non fosse possibile, siglare una partnership che li veda presenti con il 51 per cento delle quote», ha fatto sapere Malpassi.

Il giorno prima c’era stato invece l’incontro il rappresentante italiano di un fondo indiano: «Anche in questo caso – ha detto il sindacalista della Flai – le due ipotesi in campo sono l’acquisizione totale o con una quota di controllo». «Si tratta di una realtà finanziaria solida – ha commentato Malpassi – Però noi preferiremmo una soluzione di carattere industriale come quella che potrebbe offrire Sperlari».

Il vicepremier Di Maio ha preferito non scendere nei dettagli. «Ci sono molte e importanti manifestazioni di interesse», si è limitato a confermare. «È vero che una soluzione industriale sarebbe migliore – ha detto inoltre Di Maio – Ma serve soprattutto un buon manager, cosa che fino ad ora questa azienda non ha avuto». In tutto questo, però, bisogna anche fare i conti con la proprietà turca della Pernigotti e Malpassi non nasconde le difficoltà. «L’8 gennaio al ministero chiederemo al governo di convincere i Toksoz a vendere marchio e stabilimento – ha affermato il sindacalista – Chiederemo inoltre che venga siglato un accordo sulla cassa integrazione per ristrutturazione aziendale: anche solo 5-6 mesi darebbero respiro alla trattativa».
6/01/2019
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