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Felizzano

Valeo verso il trasferimento?: “a rischio l'area industriale”

L'azienda di produzione di componenti auto d'alta gamma avrebbe intenzione di trasferire la produzione nello stabilimento di Santena. Una scelta che Femca Cisl non condivide: “a rischio l'intera area industriale di Felizzano che va rilanciata con l'intervento di tutte le istituzioni”
FELIZZANO - Per ora non c'è nulla di ufficiale ma il sindacato di categoria della Cisl mette le mani avanti: “c'è il timore che la Valeo voglia trasferire la produzione nello stabilimento di Santena”. Nell'area industriale di Felizzano lavorano attualmente 70 addetti alla produzione di componentistica per auto d'alta gamma, come Ferrari e Maserati, più una ventina di interinali o tempi determinati. Felizzano è sempre stato un fiore all'occhiello per il gruppo, che ha altri 5 stabilimenti in Italia, di cui 4 in Piemonte.
“Due anni fa la Valeo si separò dalla Leoni, la quale si trasferì ad Abbazia – spiegano Roberto Marenco, Michele Muliere, segretario provinciale di categoria e Paolo Cai, rsu (nella foto) – I capannoni furono venduti ad una immobiliare con l'obiettivo di rendere più appetibile l'area industriale di Felizzano – Quattordio. Valeo corrisponde ancora oggi 300 mila euro di canone all'immobiliare. Una decisione che non abbiamo mai condiviso poiché l'area non è mai stata sviluppata. Anzi, Valeo è rimasta di fatto una cattedrale nel deserto e se verrà trasferita a Santena, sarà un danno per tutta l'area”.
Alla base della scelta attuale, che al momento non ha conferme ufficiali da parte dell'azienda, ci sarebbe la volontà di ottimizzare le risorse e i costi. “Avevamo già proposto un tavolo istituzionale, con gli enti e l'azienda, per il rilancio dell'area industriale. Tavolo di fatto mai partito. Ora più che mai è necessario riconvocarlo, occorre fare scelte su quell'area, decidere se c'è l'intenzione di rilanciarla come area industriale oppure no, 'pagando' però i costi di una deindustrializzazione”.
La Valeo di Felizzano è passata dai 1.200 dipendenti agli attuali 70. “Nonostante tutto, è sempre stato uno stabilimento efficiente, che non ha mai avuto problemi di redditività”, insiste il sindacato. Il trasferimento a Santena o in altri centri di produzione del gruppo non appare quindi, al momento, come una scelta dettata unicamente da questione di costi.
“Siamo consapevoli del fatto che se una multinazionale assume una simile decisione è difficile che cambi idea. Ovviamente metteremo in campo tutte le azioni per garantire prima di tutto il lavoro. Ma ci rendiamo altresì conto che non basta più chiedere l'applicazione di ammortizzatori sociali. Occorrono nuove politiche industriali e una strategia sul futuro delle aree industriali di Felizzano Quattordio, così come degli altri distretti che esistono in Provincia”.
24/12/2013
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