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Alessandria

Ex Cangiassi: "creiamo uno spazio ad alto impatto sociale, sul modello di Dynamo a Bologna"

La Comunità San Benedetto al Porto rilancia un appello a Palazzo Rosso perché, dopo due bandi andati deserti, scelga di destinare la struttura dell'ex bar-gelateria ai Giardini Pubblici in uno spazio dedicato ai cittadini, per la promozione della bici, del turismo e dell'animazione sociale degli spazi. "Anche abbatterlo avrebbe un costo, pensateci"
ALESSANDRIA - Dopo che anche il secondo bando per l'ex Cangiassi è andato deserto, si ragiona su che fare dell'ultimo "ecomostro" rimasto in piedi ai Giardini Pubblici, dopo lo smantellamento degli storici "Zerbino" e "Piccadilly". 
A tornare alla carica è nuovamente la Comunità San Benedetto al Porto, che già nel 2015 offrirono al Comune la disponibilità ad investire 100 mila euro per la riqualificazione dei Giardini Pubblici, restando inascoltati. 

Oggi è lo stesso responsabile di San Benedetto al Porto, Fabio Scaltritti (nella foto), ad avanzare una nuova, articolata proposta, rilanciando un progetto di utilità sociale e riqualificazione urbana ad alto impatto per tutta la comunità. 

"Il bene pubblico dello spazio Ex Cangiassi andrebbe assegnato alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bici, di recente rimasta senza sede) che lo riceverebbe in gestione proponendo un progetto cittadino e coinvolgendo nella realizzazione abitanti, vicini, realtà disponibili, altre Istituzioni locali, senza costi se finisse sotto l'Area Edilizia Sociale. Il Comune visiona il progetto di riqualificazione e con Amag coinvolta, si garantirebbe la fornitura di gas, acqua e luce (in cambio di una sponsorizzazione al progetto che garantirebbe molta visibilità). Il modello di riferimento è quanto sta avvenendo a Bologna, con il progetto Dynamo, sotto la Montagnola e davanti alla Stazione FFSS". 

"Se il progetto convince - prosegue Scaltritti - ed è sostenibile si potrebbe avviare una coprogettazione e un crowfunding pubblico e locale per esempio coinvolgendo la StrAlessandria 2019, che potrebbe investire sul progetto destinando una quota di 2-3 euro per maglietta venduta. I lavori potrebbero avviarsi a inizio estate e per tutto l'anno l'area adiacente il cantiere sarebbe luogo di ritrovo per la FIAB e per altre iniziative collaterali proposte dai partner e sempre coordinate da FIAB (che avrebbe la responsabilità di custode e gestore del bene "da buon padre di famiglia"). A Primavera 2020 si potrebbe tenere l'inaugurazione dello spazio con piccola Cyclofficina interna (imparando da Ryciclo, quella nel Chiostro Hostel, gemellandosi) e infopoint di turismo di qualità per la città di Alessandria connesso con le agenzie, gli Alberghi e i Ristoranti locali, il tutto contribuendo a creare Identità e appartenenza, evidenziare i luoghi della città più belli, un servizio di guide e percorsi in bici e a piedi prenotabile online e sul posto, punto di ritrovo per citywalking, con due armadi con 40 cassette di sicurezza con codice per poter depositare oggetti quando si va a correre".

"Sette mesi l'anno lo spazio esterno è sfruttabile, se ne potrebbero prendere cura cittadini volontari - conclude Scaltritti - con l'obiettivo di vivacizzare l'area riappropriandosi di uno spazio spesso soggetto a degrado e ora non più amato".

Invece che riproporre un terzo bando dunque, il Comune, secondo San Benedetto, dovrebbe virare su un progetto sociale, pur a costo zero: "Si può sperare che un progettino così piccolo e semplice, ma di grande impatto sulla comunità, trovi il gradimento e il finanziamento di 2 o 3 Fondazioni o Istituzioni locali (stiamo parlando di una somma per lo start e i primi 6 mesi di funzionamento inferiore a 70-80.000 euro). Tutto a norma e illuminato, con bagno pubblico esterno funzionante e utile, mantenendolo pulito e sorvegliato (magari richiedendo un piccolo contributo di 0,50€ a chi lo utilizza). E allestendo anche sedie e poltroncine esterne per ospitare eventi all'aperto. Noi siamo pronti a mettere la prima quota per questo progetto" conclude Scaltritti.
5/03/2019
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