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Cronaca

Oltre 370 chiamate al giorno al numero unico per le emergenze

La centrale operativa, con sede a Saluzzo, traccia un primo bilancio dopo l'entrata in funzione, dal gennaio 2017, del numero unico per le emergenze 112. Di queste, il 36% è stata inoltrata alla centrale dei carabinieri; nel 21% dei casi si tratta di una emergenza sanitaria
CRONACA – Era stato attivato tra polemiche e preoccupazioni nel gennaio del 2017 il numero unico per le chiamate di emergenza 112. La regione Piemonte e la provincia di Alessandria erano state tra le prime realtà a rendere operativo il numero. Ora, a due anni di distanza la Regione fa un bilancio dell'attività.
Il primo risultato, aveva sottolineato il presidente del Piemonte Segio Chiamparino, è quello di aver “liberato le centrali operative dalle chiamate inappropriate, permettendo così agli operatori di dedicarsi effettivamente alle emergenze. Come accade quando viene introdotta un'innovazione, ci sono state criticità, ma nel complesso si è verificato un miglioramento del servizio rispetto al passato, una riduzione dei tempi di risposta e la possibilità per chi chiama di essere geolocalizzato. In sostanza, la sicurezza per i cittadini è aumentata”.
In Piemonte le centrali sono due, una a Torino l'altra a Saluzzo. Quest'ultima gestisce le chiamate provenienti dalla sette province piemontesi, eccetto il capoluogo, ed è competente anche per il territorio di Alessandria. Trentanove operatori, compresi un responsabile ed un capoturno, che si alternano 24 ore 24 per garantire la gestione – tutt'altro che semplice – delle chiamate. Per dare un'idea del lavoro, dal 31 gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, ai due centralini sono arrivate complessivamente oltre 3,3 milioni di chiamate. Di queste, 1,4 milioni sono state “archiviate”, ossia reputate non appropriate. Si trattava, ad esempio, di richieste di informazioni che nulla avevano a che fare con le emergenze, o errori. 1.847.825 chiamate sono state invece inoltrate alle centrali operative (118, forze dell'ordine o vigili del fuoco).

In provincia di Alessandria, nello stesso periodo (gennaio 2017 – dicembre 2018) le chiamate sono state 272.002, con una media di oltre 370 chiamate al giorno. 
DI queste 7.9563 (pari al 29%) non hanno avuto seguito e non sono state inoltrate;
98.108 (36%) sono state trasferite ai carabinieri;
56.883 (21%) prese in carico dal 118;
23.016 (8%) dalla polizia di Stato;
1.3628 (5%) dai vigili del fuoco.

Il tempo di attesa, dalla telefonata al momento della risposta, è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%.

Il Piemonte si è conquistato un primato grazie all'utilizzo di una app, che consente al comunicazione anche alle persone con disabilità dell'udito e della parola.
La app si può scaricare gratuitamente sul proprio smartphone e, in caso di emergenza, invia ai soccorritori le coordinate Gps esatte permettendo l’individuazione immediata.

Nel caso in cui l’utente non avesse installato l’app sul cellulare, dalla centrale parte automaticamente un sms sul telefono di chi sta chiamando: cliccando il link contenuto vengono ugualmente inviate ai soccorritori le coordinate Gps esatte. In più l’app consente l’apertura di una chat istantanea con un operatore del centralino nel caso in cui chi chiede aiuto sia impossibilitato a parlare.
23/02/2019
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