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Alessandria

Rifiuti: badge per entrare nei centri di raccolta e differenziata che cresce solo dal 2019

E' il piano finanziario consuntivo della Tariffa rifiuti 2016 a gettare le basi anche per il pre-consuntivo 2017 e il previsionale del triennio 2018-2020. Qualche azione su questo anno, come "riduzione abbandono rifiuti con potenziamento servizio vigilanza ambientale e anche un badge per l'ingresso ai centri di raccolta degli ingombranti, così da monitorare e velocizzare". Ma i veri risultati (anche sui numeri) si vedono solo dal 2019...
 ALESSANDRIA - Che siamo il fanalino di coda per la raccolta differenziata lo si sapeva già (dati 2016). Così come che l'amministrazione comunale su questo anno non ha programmato grosse “rivoluzioni” sulla filiera dei rifiuti, “essendoci ancora situazioni emergenziali da risolvere” come aveva in più occasioni spiegato l'assessore all'Ambiente. Ma che la percentuale – sulla base dei dati pre-consuntivi per il 2017 e dei previsionali per il 2018 – fosse ancora così bassa e così lontana da obiettivi che per legge bisognerà raggiungere nel giro del triennio 2018-2020, forse no. O almeno non nei dettagli come invece è scritto nero su bianco dal piano finanziario della Tariffa Rifiuti (la Tari) che parte dalla approvazione del consuntivo 2016 per fare poi una fotografia di quello che potrà essere invece il futuro della raccolta differenziata e delle azioni per arrivare al 70% nel 2020.

Certo è che la fotografia della situazione attuale non aiuta: 94 mila abitanti e una percentuale di differenziata nel pre-consuntivo 2017 del 42,52%, che cresce in maniera irrilevante nella previsione 2018, arrivando a 44,24%. Lo “schizzo” in avanti si prevede solo dal 2019, arrivando al 55,51% e nel 2020 al 69,48%. Ma oggi come stiamo messi sul territorio alessandrino?

Allora la raccolta domiciliare, quindi il porta a porta per le 5 frazioni di rifiuto (organico, indifferenziato, plastica, vetro, carta) c'è solo in una parte del centro cittadino e in una parte del Cristo. Su due frazioni (organico e indifferenziato) la domiciliare c'è anche nei sobborghi di Lobbi, Castelceriolo e San Giuliano Nuovo. Sui restanti 13 sobborghi invece è raccolta stradale, così come i bidoni sono su strada nelle altre zone della città, quartiere Europa, Orti, Galimberti, Pista e Norberto Rosa).

E cosa invece si ha intenzione di fare? Sul 2018 ancora poco, se non iniziare a mettere in atto un potenziamento della sensibilizzazione su questa materia della raccolta differenziata, riducendo i rifiuti abbandonati grazie ad un rafforzamento del servizio di vigilanza ambientale, portando ad un miglioramento del servizio, che dipende però anche dai mezzi a disposizione dell'azienda di raccolta, Amag Ambiente. Tra le possibili azioni c'è quindi anche quella di garantire la manutenzione dei mezzi per superare le criticità riscontrate nel 2017.

Una delle novità per il 2018, potrebbe essere invece sul trasporto dei rifiuti nei centri di raccolta, quindi di ingombranti, verde da sfalcio, Raee, ovvero apparecchiature elettriche/elettroniche, pile, batterie, pneumatici, tv, computer....Con la bolletta Tari 2018 potrebbe arrivare anche un badge per il cittadino, per poter entrare nei centri di raccolta (viale Michel, Casalbagliano e Castelceriolo) così da avere un maggiore controllo sugli accessi, ma anche per velocizzare gli ingressi grazie ad un totem dotato di lettore ottico.

Le stime sui costi della filiera devono tenere conto anche di servizi accessori a richiesta, già presenti sul 2017 che proseguono sul 2018, come ad esempio la rimozione dei rifiuti abbandonati in “discariche abusive”, o anche solo il lavaggio viali e marciapiedi. Per non parlare delle spese che l'azienda sostiene per la pulizia a seguito di manifestazioni o per la manutenzione di cestini e paline.
E qui grosse differenze tra il previsto e la spesa non ce ne sono. Mentre le cifre devono per forza cambiare sul triennio 2018-2020 per altre voci, se si vogliono raggiungere gli standard di differenziata imposti dall'Unione Europea e ora anche dalla nuova legge regionale sui rifiuti. Così ad esempio sui Rifiuti solidi urbani (RSU)cioè l'indifferenziato che va in discarica, si passa dai quasi 25.870.000 del pre-consuntivo 2017, ai 25.000.000 del 2018 e diminuire poi vertiginosamente dal 2019 con 19 milioni e nel 2020 con 12 e mezzo. E questo anche in relazione alla condizione della discarica di Solero che dopo l'innalzamento di 3 metri e ora con le due nuove vasche potrà aver vita ancora per un paio di anni.

Al contrario le stime tendono a salire se si parla di rifiuti “differenziati”, in quei settori soprattutto dove si dovrebbe iniziare a differenziare di più e meglio, come le frazioni che oggi si trovano su strada, ad esempio la plastica o la carta. Anche in questo caso la fotografia per il futuro vede il picco di crescita dal 2019-2020, come dimostra la frazione dell'organico (biodegradabile) che al 2017 è sui 5 milioni mentre si prevede di raggiungere come quantità i 12 milioni sul 2020. Questo come? Intanto pensando ad una “estensione” della raccolta domiciliare, che è sicuramente più puntuale rispetto alla stradale. Ma tutto dal prossimo anno: per questo anno per il servizio di raccolta differenziata sui sobborghi, quindi per il porta a porta, non si sono stanziate risorse in più restando sulle cifre anche del 2017 (intorno ai 90.000). Che diventano però 500 mila e oltre 600 mila sul biennio 2019-2020.

Anche sul 2017 il gettito della Tariffa rifiuti si attesta sui 18 milioni 118 mila euro, con un recupero del pregresso che è stato ridimensionato in base ai conguagli emessi, e che è pari a poco meno di 164 mila euro. Sul 2018 le stime parlano di un gettito di poco superiore, 18 milioni 290 mila euro, calcolando però che più si va in là nell'arco temporale preso in esame, più si stimano crescite di entrate sulla evasione recuperata. Almeno queste sono le speranze.
24/01/2018
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