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Alessandria

Cuttica: "le mie idee per normalizzare la città. Porterò i City Angels"

Conosciamo con un'intervista a tutto tondo il candidato della coalizione di centro destra per le prossime elezioni amministrative del capoluogo. Ripercorriamo con Gianfranco Cuttica di Revigliasco il recente passato di Alessandria e scopriamo quali idee è pronto a mettere in campo per il futuro
ALESSANDRIA - Dopo aver presentato il candidato del Movimento 5 Stelle, Michelangelo Serra, proseguiamo il nostro primo approccio alle prossime elezioni amministrative cittadine incontrando Gianfranco Cuttica di Revigliasco, fresco d'investitura a candidato sindaco per la coalizione di centro destra (Lega Nord, di cui è militante di lunga data, Forza Italia e Fratelli d’Italia). 

Cuttica, partiamo dal suo ultimo incarico pubblico in città, come presidente del Consiglio comunale sotto la giunta di Piercarlo Fabbio. Che bilancio fa di quella esperienza?

E' stata un'esperienza come tante altre che ho fatto, non certo l'unica nel comparto amministrativo. Ero già stato assessore alla Cultura durante la giunta di Francesca Calvo e poi consigliere di minoranza la consiliatura successiva. Come avviene per la mia candidatura oggi, anche in quel caso feci ciò che era necessario fare, mettendomi a disposizione per ricoprire un ruolo non semplice come presidente del consiglio, compito che richiede equilibrio, la capacità di rimanere super partes e di gestire anche momenti di tensione, quando il regolamento spinge da una parte ma le esigenze delle persone che si hanno davanti magari spingono in un'altra. 

La storia dice che è stato condannato, insieme all'ex sindaco, e ai membri della maggioranza per aver votato un bilancio falso. Lo rifarebbe? Cosa le ha lasciato quell'esperienza?
Voglio essere chiaro: ciò che è capitato è capitato e ciascuno si è assunto la propria responsabilità. Come consigliere mi è stata riconosciuta una colpa e non un dolo. Non mi ergo a giudice rispetto ai comportamenti di nessuno, anche perché per alcuni dei protagonisti il giudizio è ancora in corso. Diciamo che fu un momento molto imbarazzante e problematico, durante il quale vennero tentati, diciamo così, interventi di salvaguardia della struttura di bilancio comunale che non erano inerenti ed integrati alla regolamentazione in vigore. Noi, come consiglieri, siamo stati condannati dalla Corte dei Conti per aver approvato un bilancio che sforava il patto di stabilità, ma Alessandria non si trovava in una situazione dissimile rispetto a tanti altri comuni italiani. Con il senno di poi forse il comune avrebbe potuto andare a un incontro più sereno con gli organismi preposti e magari trovare rimedi senza incorrere nei problemi e nelle sanzioni che ha avuto. Secondo me è stata più una questione di atteggiamento che di sostanza. Ciò che è importante sottolineare, e che ci è stato riconosciuto anche in sede di giudizio civile, è che non siamo stati noi a creare le condizioni per il dissesto. Alessandria ha una situazione economica confusa e pesante che si trascina ormai da almeno 15-20 anni. E' però ora di lasciarci quanto accaduto alle spalle e guardare al futuro della città. 

Cioè? Cosa vorrebbe per l'Alessandria di domani?
Normalizzazione prima di tutto: e non parlo solamente di lotta al degrado e di maggiore sicurezza, ma anche di risanamento della situazione contabile dell'Ente, facendo chiarezza sul reale stato dei conti oggi. Solamente dopo una tale verifica si può pensare a cosa sia fattibile o no per il rilancio. Senza partire da qui si rischia di vendere solamente fumo o sogni ai cittadini.

E della consiliatura di Rita Rossa che giudizio dà?
Non giudico la sua azione, non mi interessa. Alessandria ha patito le conseguenze delle decisioni che sono state prese, se non altro con un pesante effetto sulle tasche dei cittadini, visto che tutte le tasse, con il dissesto, sono schizzate al massimo possibile. Oggi facciamo i conti con questo peccato originale di tipo contabile e ciò ha portato a decisioni, o a situazioni, che sono state contrarie all'interesse della città. Non è colpa di questo o quel sindaco in particolare, perché i problemi strutturali del bilancio la città se li trascina con il susseguirsi di diverse giunte, anche di colore politico differente. 

In questi anni ha lasciato da parte gli incarichi amministrativi, tornando all'insegnamento...
È successo ciò che è normale succeda, almeno per come vedo le cose io. Quando non si viene eletti e non si ha un ruolo pubblico penso sia giusto tornare alla propria attività. Chi viene eletto è un cittadino preso in prestito dalla politica e poi restituito alla comunità e al sua lavoro finito l'incarico. Non amo il carrierismo di professione. Il mio lavoro è stato quello di docente di storia dell'arte ad Asti dal 1986, e non ho mai chiesto trasferimento fino a 2 anni fa. Da quest'anno insegno storia dell'arte al liceo Amaldi di Novi Ligure. 

Pensa che il fatto di vivere a Cassine e di aver frequentato meno Alessandria negli ultimi anni possa essere un problema per la sua candidatura e per la conoscenza della città? Come concilia la campagna elettorale con l'insegnamento?
È vero che ho frequentato meno la città, è un dato di fatto. Ho però dei dubbi che questa minore frequentazione possa influire su una visione accurata delle problematiche e dei punti positivi della città. E' un po' come nell'ottica: guardando troppo da vicino non è detto che si veda bene. Alcune problematiche è meglio analizzarle non essendo troppo coinvolti da un punto di vista emotivo e dalla giusta distanza. E' faticoso conciliare gli impegni politici con quelli dell'insegnamento e familiari, ma mi è stato richiesto questo sforzo e ho dato la mia disponibilità, prima trovandomi un po' stordito, ma ora con entusiasmo crescente. Diciamo che sono pronto. 

È più facile amministrare oggi o in passato?
Secondo me ci sono più difficoltà oggi, specialmente per la situazione in cui versano gli enti locali, sempre più strangolati da una politica centralista che toglie risorse. Non ne faccio un problema di destra e di sinistra. Dico però che si è già commesso un errore enorme con le province, togliendo loro rappresentanza e possibilità di prendere decisioni sul territorio. E sono sconvolto che questo accentramento progressivo di potere sia stato promosso dalla sinistra italiana. Anche il fatto di avere il sindaco del capoluogo che è al contempo presidente della provincia è un problema. Si finisce per creare una sorta di podestà, mentre servirebbe dialogo fra le istituzioni, ciascuna con il proprio ruolo. 

Cosa può dare alla città Gianfranco Cuttica come sindaco?
Un po' di metodo. La normalizzazione non è l'obiettivo finale, ma un punto di partenza senza il quale la città non può diventare attrattiva per il turismo, il commercio, lo sviluppo dell'università. Non voglio puntare il dito contro nessuno, e so che il passaggio di normalizzazione non sarà semplicissimo. Ma c'è la condivisione in tutti coloro che mi sostengono dell'importanza di partire da qui.

C'è spazio anche per qualche sogno o aspirazione "in grande"? 
Di sogni ovviamente ce ne sono tanti, ma non vale la pena dirli ora, senza un quadro preciso di quale sia la situazione contabile dell'Ente. Diciamo che sarebbe interessante lavorare su binomio cultura e attrattività turistica. Alessandria ha davvero una posizione strategica, ma ha bisogno di un potenziamento delle vie di comunicazione con ciò che la circonda. Potrebbe essere la porta giusta verso il territorio splendido del Monferrato. Parlo di logistica delle persone in questo caso, non delle merci. Perché questo sogno sia più realizzabile però serve un collegamento potenziato su Milano: è uno dei miei pallini da sempre. E' chiaro che un sindaco non può fare linee di collegamento da solo, ma battere il pugno su qualche tavolo, per farsi ascoltare, questo sì. Siamo stati completamente tagliati fuori dai collegamenti dell'alta velocità Torino-Milano, servirebbe quantomeno, come compensazione, che si migliorasse la tratta verso il capoluogo lombardo. Se così fosse, qualcuno da lì potrebbe anche pensare a trasferirsi qui da noi, sfruttando la vicinanza con il Monferrato senza rinunciare ai rapporti professionali con Milano. 

Quando verrà presentato il programma? Come lo sta costruendo?
A breve, non so ancora quando di preciso. C'è in corso un'ampia discussione sul programma, che parte dalla necessità d'intercettare le esigenze che vengono espresse dalla comunità. Non lo stiamo facendo sbandierandolo ai quattro venti ma procede. Più che un'occasione per far sfoggio di abilità oratoria penso che la campagna elettorale sia importante per il contatto umano con le persone di Alessandria, che sono splendide. E' una città che deve risvegliarsi, tornando a partecipare. Le ricette preconfezionate servono a poco. Il mio bilancio passato è fatto di luci e ombre, ma alcune cose davvero buone le avevo messe in campo e sono poi state abbandonate. Penso per esempio alle Sale d'Arte e al recupero del complesso dell'ex ospedale militare. Cambiata l'amministrazione sono state smantellate e lo spazio è stato dato all'Università, che dopo averlo spaccato e avendoci fatto dei lavori all'interno ha stabilito che non gli andava più bene. Non è così che si fanno passi avanti. 

Qual è la strada da seguire dunque? 
Rinunciare a questa ossessione da 'damnatio memoriae', con l'idea di cancellare tutto ciò che è stato fatto dall'amministrazione precedente, anche quando magari era stato fatto bene. Questo da me non lo troverete, è una cosa che detesto. Per cambiare Alessandria bisogna cominciare a dare un principio di continuità fra amministrazioni, quando possibile. Le pare normale che per fare il ponte Meier ci siano voluti 20 anni? E, se devo dirla tutta, personalmente avrei scelto un progetto diverso, qualcosa più in linea con il contesto, con un ponte solo pedonale e ciclabile smile a quello coperto di Pavia per esempio. In ogni caso, oltre che bello è stato anche utile perché abbiamo visto nelle recenti piene quanto sia importante non avere più campate che possano costituire un effetto diga con i detriti... 

Ha parlato di risvegliare la voglia di partecipazione dei cittadini: perché non cogliere la proposta di Emanuele Locci e di partire dalle primarie nel centro destra? 
Innanzitutto mi lasci dire che ho stima per Locci e per il suo impegno per la città.  C'è però una sostanziale differenza fra lui, che si autopropone come candidato, e me. Io stavo facendo l'insegnante e sono stato 'richiamato alle armi', diciamo così, perché un gruppo di forze politiche ha ritenuto che fossi il soggetto idoneo a questa partita. Io mi chiamo fuori dalle primarie perché non mi sono autocandidato, ma la mia scelta è figlia di un percorso maturato all'interno delle forze di centro destra. Sono onorato di questa richiesta e l'ho accettata, mettendo a disposizione la mia umilissima esperienza. Mi considero molto umile. C'è chi lo considera forse un difetto, ma io sono fatto così. Chi si vuole confrontare sul programma è il benvenuto, mentre auguro buona fortuna a chi decide di fare un percorso diverso.

Sta già lavorando anche a un'ipotetica squadra di governo da presentare ai cittadini prima delle elezioni? 
Qualcosa si potrà presentare anche prima del voto, ma bisogna capire almeno la data delle elezioni. Per adesso è davvero troppo presto. 

Come si può governare con la macchina comunale attuale? E' opinione diffusa che servirebbe più turnover e una generale riorganizzazione... 
Una riorganizzazione della macchina comunale serve sicuramente. E' facile dire che il comune ha bisogno di immettere linfa giovane, ma sappiamo che i vincoli sovracomunali ce lo impediscono. Ottimizzeremo quel che sarà possibile, consapevoli che gli operatori hanno già una certa età, per esempio nella Polizia Municipale. Diciamo allora che avere una certa età può voler dire anche esperienza da valorizzare. Non ho la bacchetta magica e non farò miracoli, ma sarà un percorso da affrontare insieme. Sicuramente bisognerà mettere mano anche al sistema informatico, che deve essere un aiuto per chi lavora e oggi non sempre lo è. 

Come si rilancia il commercio del centro storico in città? 
Potenziando quel che già si è visto recentememente, con dinamiche interessanti che si sono sviluppate fra una delle organizzazioni di rappresentanza dei commercianti e il comune.  E magari coinvolgendo anche altre realtà, per esempio creando connubi virtuosi fra commercio e fondazioni, capaci di ristrutturare e valorizzare il patrimonio edilizio del territorio. Ma è solamente un'idea, per costruire un progetto servirebbero dati certi che oggi non possiedo. 

Parliamo di sicurezza, qual è la situazione ad Alessandria dal suo punto di vista? Quali i primi interventi da mettere in campo se venisse eletto? 
Concordo con il sindaco quando dice, come ho letto, che gli organici della polizia municipale sono sottodimensionati ed è evidente che non possiamo avere presidi di polizia in ogni luogo. Quel che si può e deve fare però è ottimizzare il coordinamento, mi piacerebbe verificare come viene fatto attualmente, e sollecitare maggiore controllo nelle zone più problematiche. Tolleranza zero contro taglieggiatori, soggetti pericolosi e 'rompiballe' vari. Bisogna coinvolgere tutta la società nel compito di segnalazione di situazioni anomale, migliorando il collegamento fra segnalazione e intervento delle Forze dell'Ordine. Penso sia a occhi digitali, come le telecamere, che a quelli umani. Molto può essere fatto sul piano dell'associazionismo: penso a un'organizzazione come i City Angels, personale formato e selezionato che possa svolgere un ruolo di controllo di carattere sociale. Non intendo affidare la sicurezza pubblica a società private, sia chiaro. E non si tratta di ronde. Penso a persone responsabilizzate che possano aiutare a segnalare situazioni che richiedono attenzione, anche in ambito sociale. Per esempio per dare attenzione e aiuto agli anziani costretti a frugare fra la spazzatura, o monitorare movimenti sospetti di persone nei parcheggi cittadini. Vorrei ci fosse qualcuno capace di osservare questi fenomeni e segnalarli tempestivamente. 

Lei è un grande esperto di cultura e anche in passato ha ricoperto incarichi come assessore sia in provincia che in comune (ad Acqui ed Alessandria). Qual è la situazione in città? Come si recupera, per esempio, il teatro? 
Mentre sul tema della sicurezza sono molto convinto, su questo sono il primo ad essere in crisi. Il problema è riallestirlo, e non è detto che abbia senso tornare all'utilizzo delle aree precedenti. Almeno ora è bonificato e non è illogico pensare che possa contenere anche spazi dedicati al commercio, alla ristorazione, e così via. Il vero problema, immaginando che si possa realizzare un'opera di questo tipo con contributi straordinari, è poi chi possa supportare i costi di gestione. Torniamo al punto di partenza: senza un quadro chiaro di quali siano i conti cittadini è insensato concentrarci su proposte troppo specifiche. 

Però almeno un'idea fra quelle che le piacerebbe realizzare ce la può dire... 
Sarebbe bello potersi sedere a un tavolo, senza ledere l'autonimia di nessuno, con il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e capire se c'è lo spazio per riuscire a organizzare insieme una mostra di rilevanza nazionale all'anno. Bisognerebbe capire se ci sono anche le risorse umane, non solamente quelle economiche, ma l'idea è quella di sprovincializzarci e smetterla di fare cose interessanti solo per casa nostra. 

E sull'Università? 
Anche qui va fatta una riflessione serena e responsabile. Oggi è uno spezzatino, con sedi e strutture in posti differenti, che non consentono di offrire servizi adeguati. Sarebbe molto più facile erogarli se trovasse spazio in un unico campus, dove non saprei dirlo ora, visto che in Cittadella pare infattibile. Ma la direzione dovrebbe essere questa. Sarebbe importante lavorare perché sia più in rapporto con la città e il tessuto imprenditoriale, specialmente nella sua vocazione scientifica, per esempio collaborando con l'ospedale ed entrando in relazione con chi si occupa di sviluppo e ricerca farmaceutica. 
 
Alessandria può ripartire dal suo centro storico? Magari da una ztl?
Deluderò tanta gente: una città attrattiva, con una realtà commerciale che funziona, va da sé che chiami soluzioni che non prevadano la necessità di parcheggiare l'auto direttamente davanti a un negozio. In una città normale è bello pensare a un centro storico almeno parzialmente chiuso, con i bambini liberi di muoversi senza auto. Alessandria oggi però non è questo. Deve essere la realtà economica a chiedere una ztl, come conseguenza naturale di un certo tipo di vitalità e di interessi che si generano nell'area. Per ora, nel nostro contesto, sarebbe una follia. Sul piano commerciale la chiusura del centro non è una necessità. Se parliamo di inquinamento invece, pensare che una zona a traffico limitato risolva il problema è illusorio. La verità è che bisognerebbe smontare Alessandria e costruirla altrove. Sono soprattutto le condizioni atmosferiche della pianura padana, e non le auto, a dare i problemi che abbiamo. 

L'intervista volge al termine e non ha citato neppure una volta eventuali problemi legati all'eccesso di migranti sul nostro territorio, ma è un tema che le sta a cuore...
Non li ho citati perché sono già sufficienti quelli che ci sono, sia a livello comunale che nazionale. Ho grande rispetto dei prefetti, tranne che su come stanno gestendo la questione legata ai richiedenti asilo. E' un problema che il governo ha scaricato sulle comunità locali e credo manchino controlli adeguati su chi si trova qui a girare per la città. Andrebbero intensificati i controlli e poi andrebbe fatto di tutto per mandare via i soggetti irregolari. Anche su questo punto la situazione è da normalizzare... 

C'è un avversario che teme di più fra i suoi candidati? Cosa le sembra dei 5 Stelle? Trova delle similitudini con la loro ascesa e la prima fase della Lega? In fondo entrambi i movimenti avevano un leader carismatico alle spalle e un forte radiacamento fra persone comuni... 

Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Michelangelo Serra e quindi non ho un'opizione specifica. Posso parlare in generale sul movimento: rappresenta a livello nazionale una forza potente e nuova. Ha la potenza di sfondamento che ha avuto la Lega all'inizio, questo è vero, però Umberto Bossi non era un uomo di spettacolo, ma un politico. Non vedo similitudini sui contenuti programmatici, ma mi sembra che, tolta la volontà di introdurre un reddito di cittadinanza, su molti temi cambino spesso idea e abbiamo messaggi poco chiari. Sul piano locale le esperienze sono contraddittorie: Roma sarebbe stata difficile da governare per chiunque, mentre Torino mi sembra figlia di una scelta più oculata, che viene da un'esperienza più consolidata. Però c'è da dire che il sindaco Appendino apparteneva già all'establishment torinese. 

Come risponde a chi sostiene che lei in questo momento rappresenta la terza forza in città, con meno chances di vittoria rispetto al sindaco uscente e al candidato dei 5 Stelle? Se non doveste arrivare al ballottaggio, chi preferirebbe fra gli altri candidati? 
Non so quale sia al momento il reale ordine di preferenza degli alessandrini, non ho sfere di cristallo e se qualcun altro ritiene di saperlo buon per lui. Mi sembra si stia affermando un certo tentativo di affermare i 5 Stelle come certi del ballottaggio, ma è una forzatura del sistema di comunicazione nel suo complesso. Ognuna delle realtà in campo ha i suoi problemi, e se il mio problema è semplicemente Locci dico che non è un gran problema. Il Pd è separato al proprio interno e anche i 5 Stelle hanno le loro difficoltà. Posso presumere che il sindaco uscente possa avere una buona rete di punti di sostegno. 

Lei dà per scontato che un posto al ballottaggio venga occupato dal sindaco uscente, però gli indici di popolarità pubblicati annualmente dal Sole24Ore l'hanno relegata costantemente all'ultimo posto in Italia... 
Sinceramente non ho mai capito su quali basi vengano fatte queste classifiche, per quanto la fonte sia autorevole. A me dispiace, non ne sono felice, perché vuol dire che la città soffre. Per Alessandria invece il periodo delle sofferenze dovrebbe essere finito. Il mio augurio è che ci si normalizzi tutti anche sui rapporti umani, mettendo da parte alcune polemiche del passato e lavorando per dare una svolta e una prospettiva alla comunità. 
24/02/2017
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