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Alessandria

Tripodi: “progettiamo il futuro, oltre l’emergenza”

Anche qui, come altrove, gli stipendi di ottobre sono un punto interrogativo. Ma Aspal è in piena attività, mentre l’azienda speciale Costruire Insieme, sia pur con qualche “mugugno”, ha preso in carico i servizi educativi di Palazzo Rosso. Alla guida di entrambe le realtà c’è Anna Tripodi: che da qualche settimana si occupa anche della Fondazione Tra. E ci aiuta a fare il punto della situazione sui diversi fronti
ALESSANDRIA - “Con quale delle tre vuole parlare, scusi?” Anna Tripodi ha la capacità di entrare subito in argomento con grande cordialità, e di centrare il punto. In effetti la sua è oggi una delle figure chiave nello scacchiere di Palazzo Rosso, e davvero è “una e trina”: direttore di Aspal (“che è in piena attività, sono girate voci un po’ precipitose sulla sua liquidazione”), ma anche direttore facente funzioni dell’azienda speciale Costruire Insieme, e del Teatro Regionale Alessandrino. Tre belle gatte da pelare, tanti impegni che si sovrappongono, “e naturalmente un solo stipendio: diciamolo, perché di questi temi è giustamente un tema sensibile. Ed io, soprattutto per il fatto di occuparmi di ciò che mi appassiona, non mi scordo mai di essere una persona fortunata, dato il contesto”. Proviamo allora ad analizzare alcune delle priorità sul tappeto, e a capire se anche con risorse scarse ci sono progetti in corso, e quali.

Dottoressa Tripodi, cominciamo dagli stipendi di ottobre?
Mi alzo la mattina presto con in testa le emergenze di giornata, e quella degli stipendi è la prima: il sindaco Rossa le sta provando tutte, e io credo che una qualche soluzione arriverà. Certo, non è pensabile di lavorare però costantemente in questo clima di incertezza.

Qui in Aspal, nella sua “roccaforte”, sembrate comunque in piena attività: altro che dismissione..
Infatti, sono circolate un po’ di informazioni precipitose, o semplificate. Aspal è una srl controllata dal Comune di Alessandria, il cui consiglio comunale ha deliberato di provvedere alla sua liquidazione. Ma lì siamo rimasti, e per procedere dovranno essere compiuti diversi altri passi, a partire dalla convocazione di un’assemblea straordinaria, e dalla nomina di un liquidatore. Vedremo. Quel che è certo è che Aspal oggi, con i suoi 76 dipendenti, è in piena attività. In particolare, stiamo lavorando su tante idee e progetti (che spesso si possono realizzare anche a costo zero) sul fronte del Museo del Cappello. Presenteremo a breve (grazie a partner che ci danno fiducia, come Fondazione Borsalino, Fondazione Cral e Fondazione Crt) un programma di appuntamenti (mostre,spettacoli, letture, laboratori) di grande qualità, coinvolgendo moltissimo la città, a partire dalle scuole.
Diciamo che in Aspal l’unico “filone” che si è interrotto è la gestione delle 6 mense dei nidi, nell’ambito della “partita” dell’azienda speciale Costruire Insieme.

Di cui il direttore peraltro è sempre lei..
Esatto: precisamente oggi Aspal ha con Costruire Insieme un contratto di servizio, e fornisce alla neonata azienda speciale non solo il direttore (a costo zero), ma anche una serie di importanti attività di amministrazione e di gestione, sede compresa, che è sempre questa di via Savonarola.

Facciamo un po’ di chiarezza su Costruire Insieme, dopo tante tensioni e incertezze?
Allora: l’anno scolastico è partito, e ad oggi nella nuova azienda speciale che gestisce i servizi educativi del Comune di Alessandria (8 asili nido, e 8 materne) lavorano 88 dipendenti a tempo indeterminato, con la formula del comando funzionale dal comune appunto, e 56 a tempo determinato, con contratti fino a Natale. Questi ultimi sono stati individuati attraverso le apposite graduatorie. Naturalmente il numero potrebbe anche crescere, in caso di necessità: ma dipende dal numero dei bambini iscritti, e dobbiamo rispettare in maniera assolutamente rigorosa i vincoli di bilancio.

Possibilità che gli attuali precari siano assunti a tempo indeterminato?
La volontà dell’amministrazione è assolutamente questa: bandire al più presto i concorsi, e procedere con le stabilizzazioni. Anche per questo i contratti a tempo determinato hanno scadenze così brevi: speriamo di poter procedere.

Però, dottoressa Tripodi, qualche mugugno sul fronte dei lavoratori, e dei sindacati, si sente eccome. L’impressione è che i dipendenti comunali avrebbero preferito restarsene dov’erano. O no?
Guardi, situazioni di questo tipo ne ho francamente vissute diverse nel corso del mio percorso professionale, e quando vai a modificare lo status quo il mugugno c’è sempre, è fisiologico. Chi è coinvolto ha l’impressione di essere spinto ad uscire dal porto, per navigare nell’incertezza di mari tempestosi. Nel caso di Costruire Insieme, credo che però tutti si siano ormai resi conto che il mare è calmo, le garanzie assolute (si tratta a tutti gli effetti di dipendenti del comune, con tutte le salvaguardie del caso, qualsiasi cosa possa succedere), e forse anzi ora esiste la possibilità di operare all’interno di un’azienda più snella, più rapida e attenta a certe segnalazioni o esigenze.

Un asilo nido del Cristo non ha però riaperto i battenti…
Vero, è il Gattamiao del Cristo, quartiere dove ce ne sono altri due, e non esistevano più le condizioni per continuare. Però ci sono idee e progetti per il rilancio, spero anche a breve, della struttura: non la abbandoneremo, anzi.

Passiamo al Tra dottoressa, e alla situazione del Teatro comunale. Sua vera passione da sempre….
(sorride, ndr) Eccome, tanto che ho conservato qui in ufficio una serie di progetti di ristrutturazione dell’immobile, con tanto di preventivi, che risalgono al 2002. Quindi ben prima della disastrosa vicenda amianto di due anni fa. Anzi, glieli mostro volentieri (e così fai, estraendo dall’armadio piantine e disegni, ndr): vede? Già all’epoca l’ipotesi era di valorizzare molto meglio quegli spazi enormi, e così sottoutilizzati. Penso in particolare alla seconda galleria dove, prolungando il foyer, si potrebbe ricavare un nuovo teatro, da 208 posti, oltre a due salette da 164 posti l’una. Lo stesso vale per il foyer al pianterreno, che potrebbe ospitare nei diversi “angoli” spazi aperti per giovani e anziani, Iat e sportelli informativi (siamo a due passi dalla stazione Fs) e così via. Insomma, una vera agorà dei tempi moderni.

Abbiamo aperto il libro dei sogni dottoressa: la realtà invece qual è?
Sognare, o meglio progettare il futuro, credo sia essenziale, oggi più che mai, per dare uno slancio a questa città. Io al rilancio del Teatro comunale ci credo, e come me ci crede il sindaco Rita Rossa, con cui mi sono confrontata già più volte, e che mi spinge a percorrere tutte le strade possibili per ripartire. Certo, la realtà di oggi è terribile, sconfortante. Dopo due sopralluoghi non sapevo davvero più cosa dire, ero amareggiata. Ma poi per fortuna la voglia di ripartire torna immediatamente.

Ci sono 15 dipendenti in cassa integrazione, e preoccupati sul loro futuro. Qualcuno si domanda se deve cominciare a cercarsi un altro lavoro. Come stanno le cose?
Li ho incontrati tutti, e ho parlato loro con molta onestà. La cassa integrazione, prima di tutto, in scadenza all’11 dicembre, sarà rinnovata senza problemi. Alcuni dipendenti, a rotazione, stanno già rientrando, e rientreranno per un certo numero di ore, in rapporto alle esigenze della stagione. Chiaro che a me piacerebbe rimetterli tutti in pista, da subito. E saldare alcune pendenze dei mesi passati. Altrettanto chiaro che dobbiamo fare i conti con la realtà: però alle loro spalle c’è una Fondazione sì in crisi, ma con soci importanti. Di più non posso dire.

La bonifica amianto a che punto è?
Ferma da qualche mese, per questioni tecniche. Ma prossima a ripartire, e entro gennaio 2013 dovrebbe essere ultimata. Naturalmente a completo carico della società che causò il danno, la Switch 1988. E ci mancherebbe altro che non fosse così. Il problema però verrà dopo: perché a quel punto sarà possibile entrare, e fare il conto dei danni veri.

Ossia?
Tubature “saltate” per il gelo e l’incuria, la sala Zandrino (che era rimasta immune rispetto alla vicenda amianto) con tendaggi completamente ammuffiti, impianti di riscaldamento da rifare. Ma anche mobili scomparsi, ad esempio. Tutte le responsabilità andranno chiarire, e chi ha permesso che il Teatro si riducesse nelle attuali condizioni è giusto che ne risponda. La sostanza, comunque, è che ad oggi è impossibile valutare l’entità dei danni. Per questo, forse, vale la pena riaprire una riflessione complessiva sul futuro….

A partire, immagino, dalla testa, ossia dalla Fondazione Tra: prossima allo scioglimento?
Posso fare appello al quinto emendamento? Seriamente: non mi posso esprimere, lo farà l’assemblea dei soci (comune di Alessandria, Comune di Valenza, Regione Piemonte, Fondazione CrAl, Amag), che dovrebbe riunirsi sabato 20 ottobre. Di certo c’è che siamo riusciti se non altro a chiudere il bilancio consuntivo 2011, che chi ci ha preceduto aveva lasciato in sospeso. Altrettanto certo è che tutti i soci (a parte la Fondazione CrAl) hanno drasticamente ridotto il contributo per il 2012. E la Regione Piemonte deve ancora saldare il proprio contributo 2011.

Nonostante questo, riuscirete a proporre una stagione teatrale, sia pur d’emergenza, e itinerante?
Il presidente Nuccio Lodato, che si è messo gratuitamente a disposizione della città per l’amore che lo lega al Comunale di Alessandria e alla sua storia, sta mettendo in campo tutto il peso delle sue relazioni personali, e io con lui. Altrettanto si sta impegnando l’assessore Barberis, per cui da un lato riusciremo a creare importanti sinergie con tante significative realtà cittadine, dall’altro non mancheranno artisti di grande livello e qualità disposti a darci una mano.

Chiudiamo con qualche nome….
Gli alessandrini Massimo Poggio e Aldo Ottobrino, ad esempio. Quest’ultimo straordinario talento teatrale. Ma anche Franco Branciaroli, e Neri Marcorè, per un’edizione ridotta ma altamente qualitativa di Ring! a fine ottobre. Un simbolo di eccellenza per Alessandria, fino soltanto a pochi anni fa: e oggi, speriamo, un segnale forte di rinascita.
 

15/10/2012
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