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Novi Ligure

"I 'pare' e i 'si dice' sono gossip, non notizie"

Riceviamo e pubblichiamo da parte di Marina Moncalvo una lettera, che pubblichiamo integralmente, sulla vicenda Bad Guys in relazione alla posizione di uno dei coinvolti
LETTERE AL DIRETTORE – Sono Marina Moncalvo, compagna del commissario Sergio Grosso, coinvolto con il collega Maurizio Valdenazzi nell'inchiesta a carico di un manipolo di balordi di provincia, pomposamente definita dagli inquirenti "Operation Bad Guys". Dopo mesi di silenzio riprendo la parola, stanca di leggere sulla cronaca locale illazioni ed inesattezze, e persino notizie clamorosamente false spacciate per verità sacrosante.

Secondo l'ultima in ordine di tempo, e talmente madornale da impormi di intervenire senza mezzi termini, si suppone che il commissario Grosso ed il collega Valdenazzi avrebbero comminato una sanzione di soli 50 euro, anziché di 500, al locale gestito da Fioramante Caruso (principale imputato dell'inchiesta), anche se intestato ad altri. Ho sempre pensato che chi scrive per la stampa abbia il dovere morale, prima che professionale, di verificare la veridicità delle sue fonti, prima di scrivere una sola riga, ma evidentemente si tratta di una mia personale convinzione, visto che in questo caso quanto scritto è totalmente ed assolutamente falso.

In realtà il reato contestato ai due pubblici ufficiali è falso in atto pubblico, ritenendo la pubblica accusa che il verbale di contravvenzione, del corretto importo di 50 euro previsto per quella tipologia di infrazione, sarebbe stato compilato senza aver effettuato un regolare sopralluogo, accusa peraltro destinata a cadere, visto che le registrazioni delle telefonate effettuate dal commissario Grosso nel giorno e nell'orario indicati durante l'interrogatorio di garanzia dimostrano la presenza in loco della pattuglia della Polizia Municipale. Invece, sulla base di quanto scritto, il messaggio che arriva a chi legge è che due Pubblici Ufficiali abbiano volontariamente agevolato un pregiudicato, facendoli così apparire corrotti o quantomeno conniventi.

La gravità della cosa è inaudita, perché una notizia errata e fuorviante, specialmente nel corso di un'indagine giudiziaria, può avere conseguenze devastanti. Fin dall'inizio di questa sciagurata vicenda, la stampa locale ha avuto un atteggiamento ambiguo ed opaco, fatto inizialmente di sensazionalismi da prima pagina e poi di brevi comunicati, spesso privi del minimo fondamento di verità, come quello che ho citato. La stampa, quella vera, dopo aver accertato i fatti con serietà dovrebbe avere il coraggio di prendere una posizione, per dovere di verità verso i lettori e, in generale, verso l'opinione pubblica, e non ammannire supposizioni, perchè i "pare ed i "si dice" sono gossip, non notizie!

Tanto per fare un esempio, nessuna tra le molteplici voci della stampa locale ha scritto una riga per indurre i lettori a chiedersi perchè il commissario Grosso si trovi tuttora agli arresti domiciliari, nonostante le indagini siano ufficialmente concluse, e quindi non sussista più alcun pericolo di inquinamento delle prove; perchè il commissario Grosso si trovi tuttora agli arresti domiciliari, nonostante sia sospeso dal servizio, e quindi nell'impossibilità oggettiva di reiterare il reato, ammesso che lo abbia mai commesso; perchè il commissario Grosso si trovi tuttora agli arresti domiciliari, essendo stato chiaro da subito che non avrebbe mai tentato la fuga. Questi sono fatti accertati e dimostrabili, non illazioni, e tuttavia nessun giornalista ne ha mai fatto menzione, forse temendo di inimicarsi la Procura di Alessandria.

Chi si occupa di cronaca deve essere consapevole dell'enorme potere di cui dispone e deve sapere che ciò che scrive inevitabilmente influenzerà il giudizio di chi legge; dovrebbe avere il coraggio di avere coraggio e non evitare le notizie scomode, come tanti hanno fatto in passato e fanno tuttora, rischiando di persona, a volte fino alle estreme conseguenze. Fortunatamente in questa circostanza non si arriva a tanto, e forse per questo amareggia ancora di più che nessuno abbia messo in pratica le lezioni di giornalismo delle firme più autorevoli di ieri e di oggi. L'ennesima occasione perduta.
17/01/2018
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