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Alessandria

Alessandria nel 2035? Più cinese e musulmana

Guardare al domani vuol dire iniziare oggi un dialogo più profondo con chi abita la città, magari imparando a utilizzare più lingue. Alessandria nel 2035? Più cinese e musulmana. Esponenti della comunità araba e cinese ci raccontano le loro speranze.
ALESSANDRIA - La sfida di unire le sponde in città, slogan ormai consolidato della StrAlessandria, passa anche dall’incontro con l’altro, specialmente quando è in realtà parte di sé. Abbiamo chiesto a esponenti di due delle più rappresentate comunità di nuovi alessandrini la loro visione di come la città potrà essere nel 2035, e di farlo non solamente in italiano, ma anche nella propria lingua d’origine.

Yaling   Chen   -   mediatrice   culturale.  
"Inizialmente   non   riuscivo   a   vedere   chiaro   il   futuro   di Alessandria. Per immaginare il futuro, bisogna capire il passato. Eravamo troppo diversi. In Cina, si consumava poco e si trovavano pochi divertimenti. Ora, Cina e Italia sono allo stesso livello... o forse in Cina siamo già oltre. Come tutte le città, anche Alessandria diventerà piu’ internazionale. Forse, ogni 10 imprese, ne troveremo 3-4 nelle mani di cittadini non-italiani? La lingua Cinese sicuramente   sarà   insegnata   in   tante   scuole.   E   arriveranno   sempre   più turisti   in  Alessandria. Soprattutto dalla Cina. Ora i miei connazionali vengono in Italia per visitare i posti famosi, ma tra pochi anni verranno anche per avvicinarsi alla vita tradizionale di una zona tranquilla.
Immagino che nasceranno dei nuovi lavori. Quei giovani attualmente disoccupati troveranno nuovi business (ad esempio, offrire ai turisti un'esperienza di vita locale in periferia, oppure attivare servizi congiochi virtuali ecc.). Ma la mentalità degli Alessandrini... non credo che sarà tanto diversa nel 2035. Probabilmente rimarrà  chiusa   come   lo  è  adesso,  ma   i  futuri   giovani   (cioè  i   piccoli  di   oggi) inizieranno a modificare la mentalità, rendendo poco alla volta Alessandria una città più aperta e meritocratica per attirare e far rimanere altri giovani talentuosi".


























Mohamed Ed Derras - vicepresidente Ics onlus.
"L’Alessandria del 2035 vista con gli occhi di ung iovane musulmano è fatta di condivisione e aspettative. Perché nonostante negli ultimi anni ne siano state intraprese di azioni forti che scardinassero alcuni stereotipi molto radicati, c’è ancora molto lavoro da fare sul tema dell’integrazione fra culture. È questo un lavoro che dobbiamo fare insieme, intraprendendo un percorso di reciproca conoscenza e scambio, abbattendo quelle barriere dettate da una scarsa conoscenza reciproca. È quindi questo il momento di abbandonare una politicadi integrazione rivolta alla gestione ex post del fenomeno, dove invece è fondamentale concentrarsi ed investire sul futuro di una popolazione cittadina che sta crescendo nella nostra città, che ha sposato il passato e la storia di Alessandria ma vuole investire sul futuro".


 

5/06/2017
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