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Lo Spazio

Alessandria è pronta per un "gay family pride"?

Abbiamo incontrato Stefania e Andrea, del gruppo cittadino LGBT "Tessere le Identità", per affrontare il tema del diritto di ciascuno a godere pienamente della propria sessualità, anche in pubblico. Ci sarà un registro delle unioni di fatto in città? E uno sportello dedicato alle discriminazioni di genere? E un vero e proprio pride?
ALESSANDRIA - In questi anni il tema dei diritti LGBT (cioè di persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) è stato sempre più spesso al centro di pubblici dibattiti. Via via in Europa stanno cadendo diversi tabù, come dimostrano le ultime importanti decisioni sul matrimonio fra persone omosessuali prese in Francia, anche se altrove, per esempio in Russia, si stanno perdendo diritti già conquistati. Da qualche mese in città esiste un gruppo di persone impegnato in un cammino di ricerca, accoglienza e valorizzazione delle diversità che si incontra con regolarità e ha l'obiettivo di proporre alla città un "cammino di civiltà" che porti all'affermazione di maggiori diritti per tutti, a prescindere dall'orientamento sessuale di ciascuno, come sancito dalla nostra Costituzione. Abbiamo incontrato Stefania e Andrea (nella foto), del gruppo "Tessere le identità" di Alessandria, per fare il punto sull'accoglienza ricevuta in città e sulle prossime iniziative in programma. 

Il gruppo "Tessere le identità" è nato da Alessandria alcuni mesi fa. La nostra città però non si è mai distinta per essere la capitale dell'apertura e della valorizzazione della diversità: come siete stati accolti? 

Il nostro bilancio è molto positivo. Quando ci siamo presentati, con un evento organizzato in concomitanza con la Giornata della Memoria, la risposta è stata fin da subito così partecipata da farci capire che esisteva una curiosità autentica rispetto al nostro gruppo e ai temi di cui di occupiamo. In questi mesi abbiamo organizzato alcuni altri eventi, come raccontato sul nostro sito  e sulla pagina facebook del gruppo, e i riscontri sono stati perfino superiori alle aspettative. La città ha voglia di parlare di questi temi, e c'è meno paura ad esporsi rispetto al passato. Siamo stati molto contenti anche della decisione di un gruppo del Progetto Giovani di occuparsi proprio di noi. E' indice di un cambiamento che, seppure graduale, è sempre più evidente nella nostra società. 

Come avvengono i vostri incontri? Chiunque può decidere di partecipare? Chi li frequenta? 
Noi ci vediamo con regolarità presso la Casa di Quartiere di Alessandria. Ultimamente abbiamo deciso di ripartirci in sottogruppi per affrontare alcuni percorsi di approfondimento e proposta alla città su temi specifici, dagli aspetti giuridici, come la battaglia per il riconoscimento del registro delle unioni di fatto, a quelli psicologici, come per l'apertura di uno sportello di ascolto, fino all'organizzazione di eventi sia culturali che ludici, come le serate a tema che una volta al mese organizziamo presso l'iBar (la prossima serata in programma è quella del 21 maggio e "chiunque voglia partecipare è il benvenuto"). I più giovani sono i più curiosi ma riceviamo molti contatti anche da chi ha quarant'anni o più. Ultimamente abbiamo stretto contatti con una realtà di Asti e organizzeremo ancora qualcosa insieme. 

Perché la scelta di trovarvi con regolarità in un locale? 
Intanto perché i momenti ludici sono importanti, e una maggiore conoscenza è un contributo, anche culturale, che consente di abbattere determinati pregiudizi. Più se ne parla e più è possibile sentirsi liberi nella società di esprimere in pieno la propria sessualità. L'Uomo ricerca amore e felicità e non poterlo manifestare pubblicamente è una grande discriminazione. A volte scegliere di baciarsi o tenersi per mano in un locale è ancora una cosa difficile, perché si va incontro a continui sguardi di disapprovazione quando non a conseguenze peggiori. Avere un luogo dove potersi manifestare liberamente è motivo di sollievo. Ma non deve diventare un "ghetto" ovviamente, solo un'occasione in più per vivere momenti conviviali e di conoscenza reciproca. Anche perché le serate che organizziamo sono frequentate anche da molte persone eterosessuali: sono prima di tutto occasioni divertenti. 

Avete pensato alla possibilità di organizzare un Gay Pride anche ad Alessandria? 
Noi stiamo lavorando per poter creare un eco in forma ridotta, il 31 maggio, di quanto succederà a Torino sabato 8 giugno. Quest'anno l'evento del Pride sarà incentrato sul tema della famiglia: sarà più che altro un Family Pride. 

Perché questa scelta? La considerate "un'evoluzione" del semplice Gay Pride? E' per voi indice di una maggiore maturità nelle rivendicazioni del movimento? 
No, non è quello il punto. La scelta di concentrarsi sul tema della famiglia vuole dimostrare a tutti che essere gay non vuol dire travestirsi e ostentare chissà che atteggiamenti. Il Family Pride servirà a raccontare la storia di tante famiglie arcobaleno, dove un genitore si scopre gay dopo aver già avuto dei figli, e la famiglia prosegue comunque a mantenere proprie relazioni. Anche all'interno del gruppo alessandrino abbiamo più di un caso di questo tipo. L'obiettivo sarà mostrare a tutti che esistono anche le famiglie gay, e per introdurre una volta per tutte il tema dell'adozione. Parlando di Gay Pride vengono in mente subito i carri e i travestimenti, ma vale la pena ricordare quali sono le radici di questa manifestazione, e che c'è chi è morto per difendere certi diritti. Se oggi si gira per locali l'8 marzo è facile imbattersi in donne anche di una certa età che si strusciano in estasi su spogliarellisti seminudi. Questo non vuol però dire che sia giusto dimenticarsi dell'importanza del messaggio che la festa della donna porta con sé. Chi è contrario alle adozioni delle persone omosessuali sostiene spesso che il bambino soffrirebbe perché verrebbe preso in giro a scuola. E' vero, inutile negarlo. Ma è anche vero che lo stesso accadeva ai primi figli dei genitori separati, e non per questo il divorzio è stata una battaglia sbagliata. Ci sono transizioni che possono essere dolorose, ma servono a rendere la società migliore, più libera e in grado di tutelare i diritti di tutti. 

Avete già idea dell'evento che realizzete? 
Ne stiamo parlando. Ci sarà probabilmente un flash mob e una tavola rotonda il 31 maggio alla quale prenderanno parte don Franco Barbero, Daniele Viotti, diversi esponenti delle famiglie arcobaleno, referenti dell'Agedo e altri ancora. Pensiamo a un convegno prima di cena e poi a un momento ricreativo con uno spettacolo e della musica. Ma non è l'unico evento che ci vedrà protagonisti: prima saremo alla StrAlessandria con il nostro gruppo, alla festa di Borgo Rovereto e non solo. Il cammino da fare è lungo ed è importante che se ne continui a parlare. 

Alla luce di quanto sta accadendo altrove in Europa, a partire dai nostri "cugini" francesi, cosa vi aspettate dal nuovo governo nazionale? E da quello locale?
Già il fatto che il tema dei matrimoni fra persone omosessuali venga discusso è un fatto importante. L'Italia è il fanalino di coda europeo ma il cammino intrapreso da altri paesi speriamo porti a un'omogeneizzazione dei diritti che giovi anche al nostro paese, pur essendo consapevoli che qui vi è qualche problema in più per una presenza così forte della Chiesa intesa come istituzione, da sempre contraria al fatto che certi tabù smettano di essere tali. Staremo a vedere quel che succederà: non sarebbe la prima volta che il Pd, dopo aver fatto determinati proclami, resti immobile e incapace sostanzialmente di fare veri passi in avanti. Quello che è certo è che altrove, dove i diritti vengono riconosciuti alle persone prima ancora che alle famiglie, come in Germania, i problemi che abbiamo noi siano stati superati da tempo. La chiave è soprattutto culturale: finché ciascuno non si sente parte di un possibile cambiamento e non si dimostra pronto a lottare per il riconoscimento dei diritti altrui, capendo che la battaglia per diritti e libertà è e deve essere comune, certi risultati difficilmente potranno essere raggiunti. Per quel che riguarda Alessandria siamo ben consapevoli che i problemi economici legati al dissesto hanno assorbito l'amministrazione in questo primo anno di mandato. La speranza è che presto si possa parlare anche di registro delle unioni di fatto, una promessa fatta in campagna elettorale che faremo di tutto perché non resti solo tale ma possa vedere concretamente la luce. 
6/05/2013
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