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Arquata Scrivia

Predisse fake news e incendio di Notre Dame: alla Juta la commedia di Benni

Sar una profetica commedia di Stefano Benni a chiudere la stagione del teatro della Juta, ad Arquata Scrivia. In scena Giacomo Bisceglie, Federica Cardamone, Giulia Maino e Michele Puleio diretti da Luca Zilovich
ARQUATA SCRIVIA – Sarà una commedia di Stefano Benni a chiudere la stagione del teatro della Juta, ad Arquata Scrivia. Sabato 27 aprile, alle 21.00, Giacomo Bisceglie, Federica Cardamone, Giulia Maino e Michele Puleio – diretti da Luca Zilovich – porteranno in scena “La signorina Papillon” (posto unico 10 euro).

Rose Papillon abita in un giardino alla periferia di una sognante Parigi di fine Ottocento, che assomiglia molto all’Italia di oggi (nonostante la prima rappresentazione del testo sia del 1992, sono tanti i riferimenti diretti al nostro quotidiano). Rose si destreggia tra due pretendenti, il poeta Millet e il militare Armand. I due, con l’amica Marie Luise e le loro mille assurdità, riescono a destabilizzare le certezze di Rose, barricata dentro il suo giardino. Le notizie del mondo esterno le arrivano filtrate dai tre personaggi: ci si domanda spesso cosa sia vero e cosa i tre intrusi si inventino per impressionare e raggirare la protagonista.

Rose assomiglia a noi, che giornalmente veniamo in contatto con notizie riportate dai social network e da altre fonti più o meno attendibili. In questo “giardino” di informazioni, come accade a Rose, ci vengono presentati stili di vita, mode e ideologie pensate per attrarci come falene verso la luce.
Il linguaggio da opera comica maschera il messaggio sociale che Stefano Benni già nel 1992 lanciava, ma che oggi torna a farsi sentire più che mai. Il mondo fuori vuole a tutti i costi strappare Rose dal suo giardino per strumentalizzarne la purezza e integrarla in una società che ci lusinga, terrorizza e che ci promette un miglioramento solo dietro l’accettazione del conformismo. Lo spettacolo ci porta, con ironia, a domandarci se sia meglio chiudersi nel nostro giardino o arrendersi.

Uno spettacolo sorprendentemente attuale anche se scritto quasi trent’anni fa, addirittura profetico: basti pensare a un passaggio del testo: «Un vasto incendio divora Parigi, Notre Dame è ormai un cumulo di macerie fumanti».

Nelle foto: Federica Cardamone (in home page), Giulia Maino (in questa pagina).
24/04/2019
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