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Novi Ligure

Banca Carige, in un libro tutta la verità sull'inchiesta

La giornalista Carlotta Scozzari ha presentato il suo libro "Banche in sofferenza. La vera storia della Carige di Genova" (coedizione Epoké-goWare) alla galleria Pagetto Arte di Novi Ligure in un dibattito con il viceministro dell'Economia Enrico Morando
NOVI LIGURE – Da una parte il viceministro, dall’altra la giornalista. In mezzo, banca Carige e il fantasma del suo ex presidente Giovanni Berneschi, finito sotto processo. Carlotta Scòzzari, 38 anni, ex di “Repubblica”, “Secolo XIX” e “Messaggero”, ora in forza alla redazione di “Business Insider Italia”, le carte di quell'inchiesta le ha lette una per una, fino alle motivazioni della sentenza con cui il 22 febbraio scorso Berneschi è stato condannato in primo grado dal tribunale di Genova a 8 anni di reclusione per truffa e associazione a delinquere.

Una storia lunga vent’anni che la giornalista ha messo nero su bianco in “Banche in sofferenza. La vera storia della Carige di Genova” (coedizione Epoké-goWare), il libro presentato alla galleria Pagetto Arte di Novi Ligure in un dibattito con il viceministro dell’Economia Enrico Morando proprio nella settimana in cui in Parlamento scoppia il caso Bankitalia, con il Pd che chiedeva di non rinnovare il mandato del governatore Ignazio Visco.

«I fatti contestati dal tribunale a Berneschi partono dal 1997. L’ex presidente è stato allontanato nel 2013. E l’ispezione della Banca d’Italia che porta alla luce le anomalie della gestione Berneschi è del 2012», ha spiegato Scòzzari. «La vigilanza della nostra banca centrale, insomma, non è stata serrata né tempestiva».
Poi c’è il problema delle “sofferenze”, vale a dire di quei crediti che le banche non sono più in grado di recuperare. «L’Italia è il Paese europeo dove questo peso è maggiore», ha detto la giornalista. «Sì, ma da noi la crisi si è fatta sentire di più – ha replicato Morando – E tanti istituti di credito non sono riusciti a recuperare i soldi prestati alle aziende poi fallite».

Di sicuro, però, alla Carige una parte consistente delle sofferenze è stato causato dalle attività illecite di Berneschi e soci. L’hanno scritto pure i giudici liguri, affermando che il «maggiore gruppo bancario ligure», è stato «condotto al progressivo depauperamento» attraverso un «minuzioso e costante disegno truffaldino», architettato da un «comitato d’affari occulto», che come obiettivo aveva unicamente l’«arricchimento personale». Un vero e proprio «gruppo criminale» che ha lasciato dietro di sé un danno enorme, «un miliardo di euro».

La Carige – ha spiegato Carlotta Scòzzari – dava finanziamenti non basati su valutazioni obiettive, ma «per tenersi buoni i referenti politici e industriali». «Vero, ma questo è successo a Genova come a Siena, vale a dire laddove le fondazioni bancarie di riferimento si sono aperte di meno al mercato», ha detto Morando. «Andava bene a tutti, perché sul territorio piovevano quattrini. Ma poi sappiamo com’è andata a finire».
Già, a Siena come a Genova, dove oggi per la terza volta in quattro anni la Carige ha nuovamente bisogno di chiedere soldi agli azionisti. E non pochi: un miliardo di euro.
11/11/2017
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