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Novi Ligure

Chiusura della scuola Oneto, serrato confronto con i genitori

Animi tesi all'assemblea tra l'amministrazione comunale e le famiglie dei piccoli alunni. Con chiusura della scuola elementare Oneto dal prossimo anno scolastico i bimbi saranno trasferiti alle scuole Martiri e temporaneamente anche al Boccardo. Tante voci critiche. La giunta: "Una scelta di buon senso"
NOVI LIGURE – Animi tesi, ieri pomeriggio, per l’assemblea sulla chiusura della scuola elementare Oneto di Novi Ligure. Molti genitori hanno contestato le scelte dell’amministrazione comunale e qualcuno si è spinto a dire che ci vorranno anni prima che il progetto illustrato dal sindaco Rocchino Muliere e dall’assessore ai Lavori pubblici Felicia Broda [nella foto] veda la luce. «Accettiamo la sfida», ha risposto alla provocazione l’assessore all’Istruzione Cecilia Bergaglio.

Per capire esattamente di cosa si sta parlando, però, occorre fare un passo indietro. A Novi nascono sempre meno bambini e la scuola di via Oneto dal prossimo settembre avrebbe ospitato solo 7 classi. L’edificio è piuttosto vecchio e le spese per il riscaldamento sono ingenti. In più, avrebbe bisogno di lavori di manutenzione per un importo di circa 350-400 mila euro. Il Comune quindi ha pensato di trasferire i bimbi della Oneto a partire dal prossimo anno scolastico: 5 classi (dalla 1ª alla 4ª elementare) andranno alla nuova scuola Martiri della Benedicta di via Rattazzi, mentre le due classi quinte traslocheranno alla scuola media Boccardo. I soldi risparmiati saranno destinati ad ammodernare tutte le scuole di proprietà comunale, come Pascoli, Rodari, Zucca e così via.

Primo problema: si verificherà un sovraffollamento alle scuole Martiri? L’assessore Bergaglio ha garantito di no, perché l’edificio di via Rattazzi può ospitare 265 alunni e con le cinque nuove classi si arriverà a 257, quindi entro il limite.
I laboratori didattici non saranno sacrificati, perché il servizio Cpia (la scuola per adulti, in pratica) sarà trasferito a Palazzo Pallavicini, al municipio di via Giacometti, rimasto in gran parte vuoto dopo lo spostamento degli uffici comunali a Palazzo Dellepiane.
A subire un intervento sarà solo la sala polifunzionale della scuola, che sarà tramezzata per ricavare due aule. «Stiamo anche pensando di realizzare una parete rimovibile – ha spiegato la vicesindaco Broda – così che all’occorrenza la sala possa essere utilizzata nella sua interezza».
Una soluzione temporanea, comunque, visto che le statistiche dicono che tra un paio d’anni il numero dei bambini sarà ulteriormente calato, e quelle due aule non serviranno più.

L’altro problema riguarda il Boccardo. Molti genitori non sono contenti che i loro bimbi siano inseriti in una scuola media, anche se solo per un anno. In questo caso è stato il preside Filippo Pelizza a tranquillizzare: «Le due aule degli alunni di quinta elementare saranno collocate in un corridoio separato e avranno anche servizi igienici riservati».
Al Boccardo di affollamento non si parla proprio: «L’istituto può ospitare 500 studenti e oggi siamo a soli 337», ha detto il preside. Perché allora non trasferire tutte le classi dell’Oneto al Boccardo anziché alle Martiri? «Perché le norme sugli edifici scolastici pongono delle limitazioni e l’istituto non può accogliere i bimbi dalla 1ª alla 4ª elementare. Bisognerebbe ad esempio rifare i servizi igienici».
Il problema del trasporto degli alunni al Boccardo sarà ovviato grazie a un accordo con il Cit. I genitori che vorranno potranno lasciare i bimbi alle Martiri, che saranno poi portati alla scuola di via Ferrando Scrivia dal pullmino.

L’amministrazione comunale ha anche previsto che, in via Rattazzi, ci sarà un aumento del traffico perché saranno di più i genitori che dovranno recarsi lì. «Il nostro progetto prevede l’abbattimento delle vecchie scuole Martiri e la bonifica dell’area, che sarà destinata in parte a giardino per i bambini e in parte a parcheggio», ha detto il sindaco Muliere. È questo il progetto che alcuni tra i partecipanti all’assemblea hanno contestato: «Prima che sia completato, i nostri figli avranno già preso il diploma».

Durante l’assemblea si è discusso anche dell’organizzazione didattica. Il preside ha assicurato che il prossimo anno scolastico il numero degli insegnanti e la loro assegnazione rimarrà immutata. Animi accesi anche sulla gestione della mensa: alle Martiri è troppo piccola per accogliere contemporaneamente tutti gli alunni e quindi sono stati organizzati due turni. «Ma questo è un problema interno alla scuola, non coinvolgerà le famiglie», ha detto il preside. «Chi ha più di un figlio rischia di trovarseli in turni differenti e quindi di dover fare due volte la spola casa-scuola», hanno replicato i genitori.

Durante l’assemblea è stato puntato il dito su tante piccole e grandi magagne che affliggono la scuola Martiri, inaugurata pochi anni fa: una vetrata sconnessa, infiltrazioni in caso di pioggia, sono alcuni degli esempi che sono stati portati dai genitori. «E mancano anche gli appendini per le giacche dei bimbi».
17/03/2017
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