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Novi Ligure

Elezioni, il centrosinistra conferma la fiducia a Muliere: "Avanti così"

La coalizione di centrosinistra ha rinnovato la fiducia al sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere e ha confermato che sarà candidato alle elezioni del 26 maggio: "E' una persona onesta e ha lavorato bene"
NOVI LIGURE – La coalizione di centrosinistra ha rinnovato la fiducia al sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere e ha confermato che sarà candidato alle elezioni del 26 maggio. L’esito della riunione che si è tenuta l’altra sera tra i rappresentanti del Partito Democratico, del Psi, di Volt e della lista civica Venti x Novi era scontato. Era stato lo stesso Muliere, in conferenza stampa, a spiegare che avrebbe rimesso la decisione sulla sua candidatura alle forze politiche che lo sostengono. «Andrò avanti solo se la coalizione lo riterrà opportuno», aveva detto il sindaco spiegando che aveva ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per il caso Rimborsopoli bis.

L’inchiesta coinvolge 31 ex consiglieri regionali e mira ad appurare l’eventuale utilizzo illecito dei fondi a disposizione per i rimborsi spese, nel periodo che va dal 2008 al 2010, quando Muliere era capogruppo del Pd. «Abbiamo confermato la piena fiducia verso il nostro sindaco, sia sul piano personale, per la sua onestà, sia sul piano politico, riconoscendo il suo buon operato», hanno detto gli esponenti della coalizione di centrosinistra.

Fino al processo, o all’archiviazione, Muliere rimarrà sotto la spada di Damocle della Legge Severino, in virtù della quale gli amministratori locali possono essere sospesi dalla carica fino a 18 mesi in caso di condanna (anche non definitiva) per reati come corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato. È l’ipotesi in cui potrebbe trovarsi Rocchino Muliere, se venisse riconfermato alle elezioni, se venisse rinviato a giudizio e se infine venisse condannato. Insomma, i “se” sono parecchi...

Il regime “di favore” che la Legge Severino accorda ai politici nazionali (che decadono solo dopo la condanna definitiva) rispetto ai politici locali (che vengono sospesi subito) è sotto la lente d’ingrandimento dei giudici della Corte costituzionale. Pochi giorni fa il tribunale di Vercelli ha infatti ritenuto «non manifestamente infondata» la questione di legittimità costituzionale sollevata dal sindaco di Borgosesia, il leghista Paolo Tiramani, che è anche deputato.
20/02/2019
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