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Gavazzana

Cassano-Gavazzana, a giugno si vota nel Comune della discordia

Il 10 giugno si torna alle urne per eleggere il sindaco a Francavilla Bisio e Cassano Spinola. Per Francavilla si tratta della scadenza naturale del mandato del primo cittadino. A Cassano, invece, saranno le prime elezioni dopo lo scioglimento imposto al Comune di Gavazzana
GAVAZZANA – Il 10 giugno si torna alle urne, questa volta per eleggere il sindaco in due Comuni del novese: Francavilla Bisio e Cassano Spinola. Per Francavilla si tratta della scadenza naturale del mandato del sindaco Francesco Berta: i 461 elettori saranno chiamati a scegliere il suo successore o a rinnovargli l’incarico.

Ben diverso il caso di Cassano, che per decisione del consiglio regionale è stato “fuso” con Gavazzana e deve dunque andare a elezioni anticipate (anche se forse sarebbe più corretto dire che il Comune di Gavazzana è stato “sciolto” dentro Cassano). Nel 2015, infatti, i Comuni di Cassano e di Gavazzana hanno avviato l’iter per la fusione: entrambi i consigli comunali erano favorevoli, anche perché la Regione avrebbe versato un bel po’ di quattrini nelle casse del nuovo ente unico.

Il referendum consultivo svolto tra la popolazione il 6 novembre 2016, però, aveva dato un risultato ambiguo: la maggior parte dei votanti era favorevole alla fusione (perché nella più popolosa Cassano avevano votato Sì in tanti), ma a Gavazzana avevano nettamente prevalso i No. Gli amministratori comunali avevano garantito che, senza il consenso di entrambe le popolazioni, la fusione sarebbe stata fermata. Lo stesso aveva fatto pubblicamente il consigliere regionale Domenico Ravetti, oggi capogruppo del Pd a Palazzo Lascaris.

L’allora sindaco di Gavazzana Claudio Sasso, che si era speso per la fusione, ha rassegnato le proprie dimissioni subito dopo il referendum, in quanto “sfiduciato” dal voto popolare. Tutti davano per scontato, a quel punto, che la fusione fosse stata definitivamente bocciata: nonostante l’appello dei gavazzanesi, invece, la Regione ha votato la legge di fusione e il 10 giugno prossimo gli abitanti di Gavazzana e Cassano dovranno scegliere il primo sindaco “unico”. Dopo il breve mandato del sindaco Claudio Acerbi [al centro nella foto in alto], oggi il Comune è retto da un commissario prefettizio.

E non è detto che sia finita: con Acerbi sindaco, il consiglio comunale di Gavazzana (quando ancora esisteva) ha chiesto ufficialmente l’abrogazione della legge di fusione. Inoltre ha presentato un ricorso alla presidenza del consiglio dei ministri adducendo l’incostituzionalità della legge. Ora i rappresentanti del “Comitato per il No” sono pronti a proseguire la propria opposizione anche davanti al Tar. Nel frattempo si va alle urne: e se la fusione venisse poi dichiarata illecita dalla magistratura?
13/04/2018
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