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Novi Ligure

Ilva, un documento del Comune e delle Rsu

E' stato redatto ieri pomeriggio, in Comune a Novi, un documento da inviare alle istituzioni nazionali, sulla vicenda che lega lo stabilimento Ilva di Novi a quello di Taranto. Sulla questione la Casa della Sinistra ha inoltre chiesto un consiglio comunale aperto, che però, rischia di saltare a causa dei tempi stretti
Ieri, venerdì 27 luglio, nella sede municipale di Palazzo Pallavicini, a Novi, si è svolto un incontro tra gli organi istituzionali del Comune (Sindaco, Giunta Municipale, Presidente e Conferenza dei capigruppo del Consiglio Comunale, numerosi Consiglieri) e una rappresentanza della rsu dello stabilimento Ilva.

La riunione è stata convocata per esaminare la situazione che si è creata dopo l'ordinanza di sequestro di una parte dello Stabilimento Ilva di Taranto, in particolare dell'area a caldo. Le rappresentanze sindacali aziendali hanno manifestato la loro forte preoccupazione: senza la produzione a caldo, infatti, anche lo stabilimento di Novi subirebbe delle conseguenze, in quanto verrebbe a mancare il prodotto primario per la laminazione a freddo con gravi ripercussioni per i lavoratori e l'azienda. Lo stabilimento cittadino è un impianto molto moderno e competitivo, tra i pochi al mondo, che peraltro occupa circa 800 lavoratori, oltre l'indotto.
 
Tutti i rappresentanti del Comune hanno manifestato piena solidarietà condividendo la preoccupazione dei lavoratori per il momento difficile che sta attraversando il Gruppo Ilva. Si auspica, infatti, che venga al più presto trovata la soluzione al problema di tutti gli stabilimenti e che il protocollo d'intesa "per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto" possa essere il momento di svolta della situazione che ormai si trascina da tanto tempo e rischia di mettere in discussione migliaia di posti di lavoro in un settore strategico dell'economia dell'intero Paese.
 
Il documento, sottoscritto dai Ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, della Coesione territoriale, dalla Regione Puglia, da Provincia e Comune di Taranto, prevede risorse per "interventi di riqualificazione ambientale" pari ad "un importo complessivo di 336 milioni di euro": di questi, 119 milioni vanno alle bonifiche, 187 milioni a interventi portuali e 30 milioni al rilancio industriale per investimenti produttivi caratterizzati da un elevato livello tecnologico.
 
Dal Comune di Novi hanno sottolineato inoltre come sia estremamente importante che non venga sospesa la produzione dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto, che metterebbe in difficoltà tutti gli impianti del Gruppo Ilva, con gravi conseguenze per i lavoratori e per le loro famiglie.

Per questo, ieri pomeriggio è stato redatto un documento dove si chiede al Governo che siano presi urgentemente tutti i provvedimenti necessari per l'applicazione del protocollo d'intesa e per salvaguardare l'occupazione: "Siamo consapevoli che il tema della salute non può essere messo in alternativa ai posti di lavoro e viceversa,  siamo anche certi che si possano trovare le soluzioni adeguate, temporanee e definitive, per la soluzione dei problemi".
 
Il documento redatto dopo la riunione tra Comune e Rsu Ilva verrà inviato agli organi centrali dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministero dell'Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Presidente della Camera, Presidente del Senato, X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, X Commissione Industria, commercio, turismo delS enato e agli organi competenti di Regione Puglia e Piemonte. Il tutto verrà inoltre inviato al Prefetto di Alessandria e il Presidente della Provincia.

Sulla vicenda dell'Ilva si è spesa anche la Casa della Sinistra novese, la quale ha chiesto al Comune di organizzare sulla questione un consiglio comunale aperto, ma vista l'urgenza del problema, il Comune sembra essere intenzionato a non accogliere la proposta e ad inviare, appunto, da subito il documento agli organi istituzionali nazionali, mantenendo comunque costantemente informati i cittadini sui fatti.

28/07/2012
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