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Novi Ligure

Crisi Ilva, l'appello di Muliere: "Non dimenticate l'indotto"

Massima attenzione alla situazione dell'Ilva e alla tutela dei suoi dipendenti, ma senza dimenticare che intorno allo stabilimento c'è un indotto formato da decine e decine di aziende che conta centinaia di lavoratori. La preoccupazione del sindaco Rocchino Muliere
NOVI LIGURE – Massima attenzione alla situazione dell’Ilva e alla tutela dei suoi dipendenti, ma senza dimenticare che intorno allo stabilimento di strada Boscomarengo c’è un indotto formato da decine e decine di aziende che conta centinaia di lavoratori. Incontrando gli operai che ieri mattina sono scesi in strada per protestare contro i tagli al personale, il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere ha sottolineato che la città sarà vicina ai lavoratori della fabbrica e anche a quelli dell’indotto. «Le ditte di autotrasporto, in particolare, hanno già attraversato gravi momenti di crisi», ha ricordato il sindaco.

Ieri circa 150 lavoratori della fabbrica hanno dato vita a una manifestazione per dire no ai 54 esuberi previsti a Novi e per protestare contro la decisione di Am InvestCo (la nuova proprietaria del gruppo Ilva) di licenziare tutti i dipendenti e poi riassumerli con il Jobs Act, facendo perdere loro le tutele previste, l'anzianità di servizio e i vantaggi previsti dal contratto integrativo. Riuscito lo sciopero che ha visto un'adesione pressoché totale sui tre turni di servizio. «Al governo chiediamo che i dipendenti dell’Ilva mantengano il proprio posto di lavoro insieme ai diritti che si sono guadagnati sul campo in anni (a volte decenni!) di lavoro», ha affermato il segretario cittadino del Pd Matteo Morando.

«L’aggiudicazione al gruppo Am InvestCo degli stabilimenti Ilva è stata siglata a condizione che mantenesse i 10 mila occupati e la parità contrattuale e salariale, come il decreto Calenda aveva stabilito. La trattativa con i sindacati non può prescindere da queste condizioni», ha detto la deputata dem Cristina Bargero.

«Stiamo assistendo ad un ritorno al passato. Un passo indietro di un secolo nelle tutele del lavoro. Grazie al governo Renzi e al Jobs Act si possono operare scelte sul personale dipendente fino a ieri inimmaginabili», ha attaccato Federico Riboldi, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia.

Critico anche Walter Ottria, capogruppo per Mdp in consiglio regionale: «Che operai e impiegati di uno stabilimento che funziona perdano il proprio lavoro è complicato da capire». «È vergognoso – continua – che ai lavoratori vengano tolte le tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l’anzianità di servizio e i vantaggi garantiti dal contratto integrativo, con stipendi più bassi quindi».
«Sono questi i motivi che hanno spinto me e molti altri a lasciare il Pd: molti di noi non hanno condiviso le politiche del partito e del Governo: Jobs Act, Buona Scuola e altri provvedimenti senza alcuna progettualità».
10/10/2017
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