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Enogastronomia

La nuova sfida di Slow Food

Il nostro territorio è rappresentato da circa 30 anni dalla condotta del Gavi che, otto anni fa, ha inglobato anche il territorio dell’ovadese e dell’acquese dando così vita alla condotta del Gavi e Ovada. La mission principale è far conoscere, scoprire ed apprezzare un territorio di confine, l’alto Monferrato, a volte ingiustamente bistrattato
ENOGASTRONOMIA - “Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti”. Sono queste le frasi iniziali che si possono leggere nel sito di Slow Food che spiegano in sintesi la filosofia e lo scopo di questa associazione.

In italia sono presenti 1500 condotte ovvero sedi locali in cui un gruppo di persone mosse dalla stessa passione per il cibo “buono pulito e giusto” collabora e coopera per promuovere il territorio di cui fa parte attraverso le eccellenze enogastronomiche che lo caratterizzano.
In Piemonte sono 28 le condotte e il nostro territorio è rappresentato da circa 30 anni dalla condotta del Gavi che, otto anni fa, ha inglobato anche il territorio dell’ovadese e dell’acquese dando così vita alla condotta del Gavi e Ovada, come ci racconta Andrea Zoccheddu, presidente della sede locale.
«La condotta – spiega Zoccheddu - conta un centinaio di iscritti e ha come mission principale quella di far conoscere, scoprire ed apprezzare un territorio di confine, l’alto Monferrato, a volte ingiustamente bistrattato».

Ogni condotta locale ha dei presidi Slow Food ovvero eccellenze enogastronomiche che rappresentano il risultato del lavoro dei produttori che si basa su valori fondamentali quali la tutela della biodiversità, dei saperi produttivi tradizionali e dei territori, l’adozione di pratiche produttive sostenibili, pulite, un approccio etico e giusto al mercato. Tutto questo fa sì che si possano creare dei circoli virtuosi, tante micro economie, filiere tracciate che diano lavoro agli abitanti del luogo e permettano loro di rimanere nella propria terra d’origine.

«La nostra condotta – precisa Zoccheddu (in fotografia) – conta tre eccellenze riconosciute come presidi: il formaggio Montebore, la testa in cassetta di Gavi e il moscato passito di Strevi. Durante gli eventi organizzati dalla condotta puntiamo a far conoscere la storia che c’è dietro ogni presidio. Diamo modo al produttore di raccontare il prodotto a 360° che sia un formaggio, un vino o qualsiasi altro».

Quali eventi organizzate per promuovere il territorio? «La condotta ha quattro eventi di punta durante l’anno in occasione dei quali oltre ai presidi locali andiamo a mettere in gioco anche presidi provenienti da regioni vicine come ad esempio accade a Dolci Terre, dove invitiamo ogni anno sei o sette produttori al di fuori dalla nostra sede locale oppure al Mercato per la gola che si svolge ormai da 16 anni nella splendida cornice delle colline che circondano la frazione Monterotondo di Gavi».
«In occasione di Dolci Terre, poi, organizziamo i laboratori del gusto ovvero un momento di incontro e degustazione di determinati prodotti come ad esempio miele, vino, formaggio o birra dove i produttori hanno modo di guidare i partecipanti negli assaggi raccontando loro da dove nasce quel tipo di eccellenza e come si arriva al risultato finale, facendo così emergere il plus valore e spiegando il prezzo».

«Un altro evento di punta è Artebirra durante il quale siamo sempre presenti con il laboratorio sulle birre artigianali, un mondo affascinante che ogni anno attira un pubblico sempre più vasto pronto a scoprire le tantissime sfumature di questo prodotto di nicchia. Altro ottimo esempio di iniziativa della condotta è Andar per Gavi che ha festeggiato da poco la ventesima edizione e che ha portato a spasso tra le cantine quasi 300 persone. Un’intera giornata dedicata al vino frutto delle nostre colline, il Gavi docg. Per l’occasione molti sono i produttori che aprono le porte e accolgono gli avventori con degustazioni accompagnate da cibi locali».

Andar per Gavi è un evento unico, uno dei primi in Italia strutturati in questo modo, che ha attirato e richiamato sul territorio migliaia di persone in questi ultimi due decenni. La maggior parte dei partecipanti, spiega Andrea, viene da fuori zona, da Milano, da Genova, da Pavia e da Torino. Il feedback, poi, è assolutamente positivo in quanto molti di loro, rimasti affascinati e ben colpiti dal territorio, decidono di tornare e attivano quel processo indispensabile per ogni destinazione che voglia richiamare il turismo ovvero il word of mouth, il passaparola.

Slow Food, però, è anche altro.
L’associazione, infatti, si pone come obiettivo anche educare il consumatore attraverso corsi specifici e attività scolastiche.
Ogni anno, in tutta Italia, vengono organizzati dei laboratori, master of food, suddivisi in diverse lezioni, che aiutano a formare un consumatore consapevole. I corsi possono essere fatti su diversi prodotti, dal vino all’olio ai formaggi, per far sì che chi vi partecipa si possa avvicinare a un determinato mondo per capire cosa c’è dietro il prodotto finito, perché ha quel determinato prezzo e riconoscerne le caratteristiche che denotano qualità.

Dall’altra parte Slow Food è impegnato sul fronte scolastico con il progetto “Orto in condotta” un progetto che in Italia prende il via nel 2004 e diventa in breve tempo uno degli strumenti principali per l’attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole, soprattutto elementari.
Orto in condotta consiste nel creare un vero e proprio orto scolastico e sviluppare il discorso riguardante la cultura dell’alimentazione e dell’ambiente affermando il diritto al piacere del cibo genuino nelle scuole.
Il progetto prevede percorsi formativi per insegnanti, attività di educazione alimentare e del gusto per studenti e seminari per genitori e parenti.

«Questo può essere considerato un altro esempio di circolo virtuoso per iniziare ad educare fin da piccoli i bambini alla cultura ambientale e alimentare – prosegue Zoccheddu - I prodotti che i bambini coltivano vengono usati nelle mense e durante le cene organizzate per la raccolta fondi per finanziare i progetti».
Nella nostra zona esistono degli Orti in condotta? «Purtroppo non ancora. Creare l’Orto in condotta è uno dei nostri obiettivi ma ammetto che non è facile in quanto non è scontato trovare istituiti ed insegnanti che scommettano su questo progetto. Inutile nascondere, poi, la difficoltà nel trovare i finanziamenti. Chiunque, però, volesse saperne di più può contattarci sulla nostra pagina Facebook e saremo lieti di esporre le nostre idee».

Quale sarà il prossimo evento che vi vedrà protagonisti? «Vi aspettiamo a Dolci Terre dall’8 al 10 dicembre presso l’omonimo Centro Fieristico con diversi presidi Slow Food e i laboratori del gusto…a breve scoprirete su cosa verteranno quest’anno. Seguiteci!»
 
9/10/2017
Carlotta Codogno - c.codogno@ilnovese.info
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