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Novi Ligure

Al liceo Amaldi la fiaccola olimpica di Billy Martini, maratoneta e docente

Le celebrazioni per i cinquant'anni del liceo Amaldi si concluderanno con un momento dedicato al più recente degli indirizzi attivati dall'istituto scolastico di Novi Ligure: quello sportivo. Sarà scoperta la teca contenente la fiaccola olimpica usata dal tedoforo Renato Martini
NOVI LIGURE – Le celebrazioni per i cinquant’anni del liceo Amaldi si concluderanno con un momento dedicato al più recente degli indirizzi attivati dall’istituto scolastico di Novi Ligure: quello sportivo. Oggi, venerdì 12 ottobre, sarà infatti scoperta la teca contenente la fiaccola olimpica usata dal tedoforo novese Renato Martini nel 2006.

L'appuntamento è doppio. Prima al museo del ciclismo, con l’intervento di Flavio Repetto, patron della Novi-Elah-Dufour (ore 9.00) e dell’editore Claudio Chirivì, che presenterà la seconda edizione del Festival della conoscenza in programma a Novi nel marzo del prossimo anno (ore 11.00). Poi nella sede del liceo di via Mameli, dove verrà scoperta la teca contenente la fiaccola di Renato Martini, il compianto maratoneta alle Olimpiadi di Monaco del 1972 e insegnante di educazione fisica sia all’Amaldi che all’istituto Ciampini (ore 12.00). Scomparso nel 2016, “Billy” Martini – come era soprannominato – nel 2006 aveva portato la fiamma olimpica verso i giochi invernali di Torino e ora la sua fiaccola rimarrà in mostra al liceo, la sua seconda casa. A volere così la vedova Antonina, il cui desiderio è stato recepito dal preside Giampaolo Bovone.

Le cerimonie per i cinquant’anni del liceo Amaldi erano cominciate la settimana scorsa. Durante la giornata inaugurale, era stato mostrato il video realizzato dalla studentessa Noemi Rubini con la supervisione della docente Antonella Ghibaudi. Particolarmente sentito anche l’intervento di Carla Daglio [foto sopra con Giampaolo Bovone], prima vicaria dell’istituto, nel 1968, quando il liceo – che all’epoca si trovava nella ex fabbrica Nitens di corso Piave – contava appena un centinaio di allievi.

Anni difficili, quelli dal Sessantotto in poi: «C’era la contestazione e avevamo un unico corridoio che condividevamo con la scuola media. I ragazzi arrivavano sul terrapieno davanti oppure sostavano in strada ed ero terrorizzata che qualcuno si facesse male, così chiesi al Comune di avere un vigile all’ora di apertura e le strisce pedonali».
L’impegno profuso dai docenti della nuova scuola era massimo. Un episodio vale per tutti: «Non sono riuscita a godermi il congedo di maternità: il 1° giugno del 1969 ebbi una figlia e l’8 ero già impegnata negli scrutini», ha ricordato Carla Daglio. Presente alla cerimonia anche un’altra storica figura del liceo, la professoressa Franca Doglioli, che dell’Amaldi è stata dirigente nel 2004-2005.

Ha collaborato Enrico Varrecchione.
12/10/2018
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