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Gavi

Spazio Arte, a Gavi ritornano le cromie di Enza Bruscolini

L'artista Enza Bruscolini torna a Gavi con una mostra sui lavori pi recenti, che dialogano con il futurismo di Fortunato Depero e con le opere di Max Bill
GAVI – Con una pittura d’impronta naif, dove l’immagine si scomponeva in figure tagliate nella luce dal colore, proposta due anni fa a Spazio Arte, l’artista ligure Enza Bruscolini aveva catturato l’interesse del pubblico, riscontrando notevole apprezzamento. Questo mese Bruscolini torna nella piccola galleria gaviese con una mostra che replica il successo della precedente già dall’inaugurazione, portando i più recenti lavori, opere in cui si riconosce l’evoluzione di quel linguaggio visivo verso una netta sintesi di forme e cromie, disposte in una rigorosa scansione geometrica della superficie dipinta.

Di astrattismo concreto parla, perciò, il critico d’arte Andrea Rossetti, redattore della testata nazionale d’arte contemporanea Exibart e curatore di molte rassegne presso la nota galleria di Palazzo Stella, nel cuore di Genova, avvicinando l’estetica di Enza Bruscolini alla pittura dello svizzero Max Bill (1908-1994), figura di spicco delle avanguardie novecentesche. È il “dialogo” col futurismo, soprattutto quello di Fortunato Depero (1892-1960), accostatosi in seguito anche all’optical art, che, in particolare rileva Enza Bruscolini stessa, la quale deriva la sua formazione dall’esperienza del nonno e del padre pittori e conserva con questa arte un rapporto vivo, diretto, non mediato ma nutrito dalla continua ricerca di quello “stupore” originario legato al gesto creativo del dipingere, da rinnovarsi a ogni nuova ispirazione. Il ritmo geometrico dello spazio, lo studiato accostamento di una selezione tonale di colori pieni, di una stesura quasi grafica, levigata e pulita, mantengono intatta una fluidità che muove le figure, le rende come mobili. Prevalentemente ad acrilico su tela, e qualche – immancabile – olio, i quadri esposti aprono ai fruitori l’accesso a paesaggi urbani in cui la staticità è un dato di superficie e la luce, riverberante tra linee e cromie, veicola il dinamismo.

L’apertura della personale è stata accompagnata dagli intermezzi musicali del maestro Gian Castello, amico dell’artista, con l’esecuzione di alcuni brani di gighe e reels, dalla tradizione popolare delle danze irlandesi, eseguiti su antichi strumenti d’Irlanda, attraverso legni, un flauto traverso e il “dolce” thin whistle, o sulle corde pizzicate del dulcimer, simile al salterio. L’artista, citata in molti cataloghi d’arte e recensita, tra gli altri, da Vittorio Sgarbi, ha di recente preso parte all’ultima edizione dell’Arte Fiera Genova, esponendo con Spazio Arte stessa e con la galleria genovese di Palazzo Stella. Fino al 22 marzo, in Corte Zerbo, a Gavi. Orario: da giovedì a domenica, dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero.
16/03/2019
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