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Novi Ligure

Pernigotti, Confindustria spiazzata. Fornaro: "Fermare chi porta via il made in Italy"

Anche l'associazione degli industriali si è espressa con toni critici sulla decisione dei Toksoz di chiudere la Pernigotti di Novi Ligure. Duro giudizio di Federico Fornaro (LeU): "Fermare chi vuole portare via il made in Italy". Coldiretti: "Un danno per tutta la filiera piemontese"
NOVI LIGURE – «Ancora una volta i “prenditori”, in questo caso nelle vesti del gruppo turco Toksoz, dopo averla acquisita ed essersi impegnati a mantenere la produzione in loco, cercano di portare via dall’Italia un’azienda simbolo del made in Italy». Il giudizio, durissimo, è di Federico Fornaro [nella foto], deputato ovadese capogruppo di LeU, che ha presentato anche un’interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. «Bisogna richiamare l’azienda alle sue responsabilità e verificare la possibilità di una cessione dello stabilimento a imprenditori interessati a sviluppare in Italia il marchio e i prodotti Pernigotti», ha detto Fornaro. L’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero ha parlato di «una decisione incomprensibile e inaccettabile, che cercheremo di contrastare in ogni modo».

Anche Confindustria è rimasta spiazzata dalla scelta dei fratelli Toksoz. Pur con toni soft, l’associazione degli industriali ha sottolineato che l’impresa deve prestare «attenzione alla responsabilità sociale» e ha ricordato «il rischio di impoverimento del nostro territorio, insieme alla grave situazione del lavoro». Secondo Confindustria è «oggettivamente difficile» che ci sia un «subentro nell’attività imprenditoriale», ma l’associazione è «disponibile a sostenere chi volesse percorrerla». «Ipotesi che però richiedono una volontà diversa da quanto manifestato finora», concludono gli industriali alessandrini.

«Con la delocalizzazione si impoverisce il territorio. Un circolo vizioso che inizia con l’acquisizione di marchi storici, come quello di Pernigotti, continua con lo spostamento all’estero delle fonti di approvvigionamento e si conclude con la chiusura degli stabilimenti con effetti, oltretutto, su tutta l’economia regionale». Parole di Mauro Bianco, presidente provinciale di Coldiretti, che ricorda come le nocciole importate dalla Turchia, nei primi sette mesi del 2018, siano aumentate del 23 per cento. E dire che in provincia di Alessandria la corilicoltura conta numeri importanti: «Nel 2017 la produzione ha sfiorato i 2 mila quintali e le prospettive per il 2018 sono in netta crescita, praticamente il doppio, per un totale di circa 5 mila ettari coltivati».

Per Massimo Berutti, senatore di Forza Italia, «questo è il risultato di una politica sbagliata: le aziende italiane, una volta in crisi, vengono rilevate da aziende straniere che alla prima occasione chiudono e se ne vanno lasciando i lavoratori in mezzo a una strada». Secondo Paolo Capone, leader nazionale dell’Ugl, «l’Italia continua a strizzare l’occhiolino all’estero, basta con le delocalizzazioni facili che minano il tessuto imprenditoriale del Paese e creano disoccupazione».


 
7/11/2018
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