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Novi Ligure

Pernigotti, tra una settimana il tavolo di crisi al ministero

Si aprirà tra una settimana al Mise il tavolo di crisi sulla Pernigotti di Novi Ligure. Intanto le forze politiche prendono posizione. LeU: "Il territorio novese, anche se terra di confine tra Piemonte e Liguria, non va abbandonato all'economia 'arida' della logistica"
NOVI LIGURE – Si terrà il 15 novembre a Roma il tavolo di crisi sulla Pernigotti. Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. «Capiamo perfettamente lo stato d’animo dei dipendenti e non li lasceremo soli in questo momento», scrive Durigon insieme al collega di partito Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. «Il governo è presente e lavora per trovare al più presto una soluzione – fanno sapere i due – Grazie anche al ministro Di Maio, il tavolo sarà aperto al ministero della Sviluppo economico».

Il presidente della Provincia Gianfranco Baldi chiede «un intervento unitario per scongiurare la chiusura dello stabilimento». «Siamo disponibili a costituire un tavolo di confronto con tutte le istituzioni, la proprietà, le maestranze e le sigle sindacali, allo scopo di trovare una soluzione che sia meno impattante possibile sulle famiglie novesi – spiega – Auspico anche che vengano assunte iniziative finalizzate a il marchio».

«Diciamo un fermo “no” a questo lento svuotamento imprenditoriale del nostro territorio, Novi ha un tessuto produttivo di qualità che va difeso e sostenuto a ogni costo. Il territorio novese, anche se terra di confine tra Piemonte e Liguria, non va abbandonato all’economia “arida” della logistica»: lo afferma Pasquale Coluccio [nella foto], referente cittadino di Mdp-LeU. Luca Rossi, consigliere regionale di Forza Italia, ha annunciato che chiederà alla Regione di convocare i vertici aziendali «per tentare di convincerli a non lasciare l’Italia e l’alessandrino». Domenico Ravetti, capogruppo del Pd in consiglio regionale, ha presentato un documento che sarà votato martedì e con cui chiede alla giunta Chiamparino di attivarsi per la salvaguardia della fabbrica e dei lavoratori.

I militanti di Casapound, nella notte, hanno appeso ai cancelli della fabbrica uno striscione con la scritta «Nazionalizzare la Pernigotti»; l’azione è stata rivendicata dal responsabile tortonese del movimento di estrema destra Andrea Mantovani. Chiedono «un forte intervento del Ministero che stigmatizzi la pratica dello shopping speculativo dei migliori marchi nazionali e metta a disposizione le risorse per intavolare una seria trattativa con la proprietà» Federico Riboldi ed Enzo Baiardo, rispettivamente portavoce provinciale e cittadino di Fratelli d’Italia.
8/11/2018
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