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Novi Ligure

Pernigotti, salta la vendita della gelateria. Laica intanto prende tempo

Salta la vendita del comparto gelateria della Pernigotti: per ora la fabbrica di Novi Ligure non subirà lo "spezzatino". Intanto però la Laica di Arona prende tempo e chiede di posticipare il piano industriale di un anno
NOVI LIGURE – Salta la vendita del comparto gelateria della Pernigotti. Oggi l’azienda dolciaria novese avrebbe dovuto ufficializzare l’accordo con una grossa ditta del settore. L’incontro a Milano con i rappresentanti sindacali però è stato annullato: «Per ora sappiamo solo che il possibile compratore si è ritirato dall’affare», spiega il segretario provinciale della Uila-Uil Tiziano Crocco.

Il nome si faceva era quello della Mec3 Optima, una società di Rimini leader globale nella produzione di semilavorati per gelateria e pasticceria (basi, paste aromatizzate, variegati e così via) che esporta in oltre 130 Paesi nel mondo e conta 300 dipendenti diretti. La Mec3 Optima, fondata da Giordano Emendatori, nel 2014 è stata acquistata dal fondo statunitense Riverside Company che due anni dopo l’ha rivenduta a un fondo inglese, Charterhouse Capital Partners, che oggi è proprietario dell’azienda di Rimini tramite la società Cone Investments.

Il fatto che l’accordo per la vendita del comparto gelateria sia saltato potrebbe avere risvolti positivi, perché per adesso non si procederà allo “spezzatino” della Pernigotti temuto da lavoratori e sindacati. Se poi l’azienda – che contava sulla vendita della gelateria per ridare ossigeno alle proprie casse – si trovasse in forte crisi di liquidità, potrebbe essere costretta a dichiarare fallimento. E in tal caso dovrebbe cedere anche il marchio, quello che tutti gli aspiranti acquirenti della fabbrica vogliono. Certo per ora sono solo ipotesi.

«La situazione è grave – dice Crocco – La mancata vendita del comparto gelateria, la vera “cassaforte” della Pernigotti, potrebbe convincere i Toksoz a più miti consigli e quindi a mettere sul mercato il marchio. La cessione della gelateria però avrebbe anche potuto ricollocare una trentina di operai e qualche interinale. Bene lo stop allo spezzatino, ma non possiamo esultare. Da parte nostra partirà oggi stesso una richiesta di incontro al ministero dello Sviluppo economico, anche alla luce delle notizie che arrivano da Arona: Pernigotti deve fare chiarezza».

La Laica infatti, l’azienda più interessata a subentrare alla Pernigotti nella gestione dello stabilimento di viale della Rimembranza, ha ritirato la propria disponibilità, almeno per un anno. Per bocca del presidente Andrea Saini [nella foto], Laica ha spiegato che condizione imprescindibile era far ripartire la produzione entro il 13 maggio, per tornare sul mercato in autunno. I tempi però si sono allungati e secondo Saini non c’è più il margine necessario per far ripartire la fabbrica già quest’anno. Laica ha confermato il proprio piano industriale – finora il più concreto presentato – ma chiede di posticiparlo di un anno e che la proprietà turca Toksoz “dia una mano” alle operazioni per la ripresa della produzione.
9/04/2019
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