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Novi Ligure

Quindici anni fa il terremoto, "oggi la sicurezza inizia a scuola"

La protezione civile di Novi Ligure entra nelle scuole per spiegare come prepararsi all'emergenza. "Sapere come comportarsi il primo passo verso la sicurezza". Migliorati anche i servizi di allerta, per fornire informazioni in tempo reale
NOVI LIGURE – Quindici anni fa, l’11 aprile del 2003, alle 11.27 la terra veniva scossa per venti lunghissimi secondi da un’onda sismica partita da Sant’Agata Fossili. Quei momenti di paura diedero a tutti noi la sensazione di quanto fosse in realtà fragile il nostro territorio, fino ad allora considerato “immune” ai disastri naturali; una sensazione poi purtroppo confermata dalle alluvioni dell’autunno 2014.

Se nel 2003 l’idea di un terremoto non ci sfiorava neanche (il 20 marzo era stato addirittura pubblicato il decreto sulla zonizzazione sismica in Italia, che per Novi indicava rischio zero), oggi invece siamo consapevoli di quello che – si spera il più tardi possibile, o ancora meglio mai – potrebbe accadere.

Negli ultimi quindici anni, regole più stringenti sono state imposte per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni edilizie. Le scuole sono state sottoposte a lavori di miglioramento antisismico che proseguono tuttora. E la protezione civile, che nel 2003 a Novi era ancora in embrione, oggi è una realtà che conta uomini e mezzi. A spiegarne il funzionamento sono l’assessore Stefano Gabriele e il coordinatore del gruppo comunale Adriano Guarnieri, reduce dall’esercitazione europea PieModex 2018, organizzata proprio in provincia di Alessandria. «Abbiamo simulato il salvataggio di alcune persone in una zona allagata», racconta.

«La sicurezza parte prima di tutto da noi stessi – dice Guarnieri – Per questo abbiamo iniziato una serie di corsi di formazione rivolti ai bambini e ai ragazzi di tutte le scuole cittadine. Spieghiamo agli studenti i possibili scenari di rischio, a partire dai possibili eventi naturali o gli incidenti alle industrie pericolose. Soprattutto, spieghiamo loro come difendersi e cosa fare in caso di necessità».

«Recentemente abbiamo anche migliorato l’applicazione per smartphone Municipium – afferma Guarnieri – Serve per diramare notizie e allerta meteo. Inoltre trasmetterà ai cittadini informazioni in tempo reale sulle zone a rischio, ad esempio sulle chiusure dei sottopassi in caso di piogge intense».

Il gruppo comunale di protezione civile è formato da una trentina di volontari e quattro caposquadra, ed è dotato di un pick up, una motoidrovora da 2.500 litri/minuto, due motopompe da circa mille litri/minuto, otto tende, due gruppi elettrogeni e una torre faro.
11/04/2018
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