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Novi Ligure

San Vincenzo, aumentano i pasti alla 'mensa dei poveri'

Tanti extracomunitari, soprattutto nordafricani ma anche rumeni e sudamericani ed un numero crescente di famiglie italiane, schiacciate da spese che aumentano e soldi sempre più scarsi. Questi i 'clienti' del Volontariato Vincenziano di Novi Ligure, presente sul territorio dal 1931.
NOVI LIGURE - Tanti extracomunitari, soprattutto nordafricani ma anche rumeni e sudamericani ed un numero crescente di famiglie italiane, schiacciate da spese che aumentano e soldi sempre più scarsi. Questi i clienti del Volontariato Vincenziano di Novi Ligure presente sul territorio dal 1931.  L'associazione ha dovuto negli ultimi anni affrontare una doppia sfida: gestire i poveri del mondo multiculturale, dare aiuto alle vittime  della peggiore crisi economica degli ultimi decenni. Dal 1997 è attiva dal lunedì al venerdì una mensa presso la sede del gruppo che deve molto agli alimenti che vengono donati dalla Bennet e dal Banco Alimentare.

A spiegare la situazione Ada Caraccia, presidentessa della sezione. Fin da subito, la realtà si presenta difficile, con il numero delle persone bisognose in crescita. Per usare le sue parole: “fino a qualche anno fa venivano alla mensa 25-30 persone, ora ne arrivano anche a 80”. Numeri a parte, gli assistiti si portano dietro i loro problemi e loro vite difficili, non sempre sono facilmente gestibili.

Per essere un Volontario Vincenziano serve amore per il prossimo e capacità di mediazione. Scelte religiose e morali: per rispettarle, le cuoche della San Vincenzo preparano due menu di cui uno per gli islamici, dove la carne di maiale è assente. Famiglie intere in situazione di disagio, la S. Vincenzo offre anche distribuzione di abiti e scarpe per adulti e per bambini.

Un aiuto consistente ci viene dato dalla Diocesi di Tortona, ma c’è una sensibile diminuzione degli aiuti di privati.  La San Vincenzo ha sostituito il centro diurno comunale offrendo il servizio docce e un cambio di biancheria, per questo il Comune di Novi dà una sovvenzione. La presenza della signora Rashida: mediatrice culturale del comune, si è resa indispensabile in diverse occasioni.

Di conseguenza, il lavoro è sempre più complicato: agli inizi. lo sforzo maggiore è stato rendere operativa la sede e creare una struttura solida. Ora, l'obiettivo è mantenere lo stesso livello di supporto personalizzato di allora: come dice Caraccia, “Noi cerchiamo di ascoltare tutti e aiutare dove è possibile”.

Nel loro lavoro, il Volontariato Vincenziano deve anche rapportarsi con le persone “normali”. La relazione non è sempre facile: sicuramente, Novi è una città generosa, diverse persone si offrono per aiutare l'associazione, altri donano quando possono. Tuttavia, ci sono cittadini che sono a disagio con i poveri: per loro, la San Vincenzo è una calamita di problemi, che fa aumentare il degrado cittadino. Ada Caraccia non può negare: certo, i nostri assistiti non sono sempre educati o puliti, ma sono esseri umani bisognosi di ascolto, attenzione e aiuto; sarebbe molto grave non rispondere a queste loro necessità.

28/04/2013
Matteo Clerici - redazione@ilnovese.info
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