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Voltaggio

Sinibaldo Scorza, un genovese di Voltaggio

Tornano per la prima volta nel suo paese natale alcune delle opere dell’artista sempre rimaste nelle mani dei suoi discendenti, per quasi quattrocento anni, insieme ad altre di collezione privata e al grande Cristo servito dagli angeli, capolavoro giovanile conservato nella stessa Pinacoteca
VOLTAGGIO - Da domenica 16 e fino al 24 settembre, la pinacoteca dei Cappuccini di Voltaggio ospita la mostra Sinibaldo Scorza, pittore di Voltaggio. Allestita in maniera maggiore a Genova fra inverno primavera scorsa (migliaia i visitatori), quella che si inaugura sabato è di fatto un’appendice, ideale omaggio alle origini del pittore che fu “Signore di Voltaggio” e che col suo paese natio ebbe un rapporto profondo di amore e passione: molti quadri della fase giovanile si ispirano al territorio voltaggino, mentre il titolo della mostra è mutuato da una lettera che Sinibaldo spedì in esilio alla Repubblica di Genova per poter essere riammesso in città dopo che ne era stato bandito per il solo fatto di avere lavorato alla corte dei Savoia nel periodo che precedette la guerra del 1619 fra Genova e Torino, conflitto che portò alla distruzione di molti beni degli Scorza proprio a Voltaggio, paese della val Lemme che peraltro ospita ancora tracce del passaggio della sua famiglia, sia sotto forma di un palazzo in pieno centro sia per alcuni quadri (fra cui il Cristo servito dagli Angeli) che hanno casa nella pinacoteca dei Cappuccini sia per, fatto più unico che raro, una famiglia, gli scorza che è ancora esistente ed è discendente di un antenato consegnato alla Storia grazie ai suoi quadri.

La mostra di Voltaggio è allestita dal comune di Voltaggio con supporto di Genova Tecnoarte e onlus L’arcangelo, curata da Anna Orlando e Maurizio Romanengo. Le opere di Scorza sono un sunto della sua vita, dedicata fin da giovane all’arte e alla cosa pubblica ma a Voltaggio i pezzi pregiati in mostra saranno un paio di statuine di presepe in miniatura, un piatto per un suo parente vescovo di Genova e un quadro che è l’albero genealogico della famiglia Scorza.

Dopo la prima importante mostra monografica dedicata a Sinibaldo Scorza curata da Anna Orlando, da poco conclusa a Palazzo della Meridiana di Genova (10 febbraio – 4 giugno 2017), tornano per la prima volta nel suo paese natale alcune delle opere dell’artista sempre rimaste nelle mani dei suoi discendenti, per quasi quattrocento anni, insieme ad altre di collezione privata e al grande Cristo servito dagli angeli, capolavoro giovanile conservato nella stessa Pinacoteca.

La mostra è allestita nella sale del museo e presenta circa trenta opere, tra disegni, miniature e dipinti, insieme a una decina di oggetti e documenti intesi a illustrare le sue radici aristocratiche e il contesto storico in cui Sinibaldo visse. L’inaugurazione sabato 15 alle 17 con concerto d’arpa del maestro Ludwig Conistable mentre il pubblico potrà visitare l’allestimento da domenica 16 luglio e fino al 24 settembre.
14/07/2017
Maurizio Iappini - m.iappini@ilnovese.info
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