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Provincia

Stop ai contributi a pioggia, ora arriva il patto di inclusione

Un "nuovo approccio alla povertà", che non prevede più l'erogazione di contributi sociali diretti ma la sottoscrizione di un "patto di servizio" tra chi ha bisogno di aiuto e la rete di servizi del territorio. Per usufruire di aiuti occorre siglare un "patto di servizio" impegnandosi a frequentare, ad esempio, corsi di aggiornamento. Oltre 1200 le domande già presentate, 300 quelle accolte
PROVINCIA - Un "nuovo approccio alla povertà", che non prevede più l'erogazione di contributi sociali diretti ma la sottoscrizione di un "patto di servizio" tra chi ha bisogno di aiuto e la rete di servizi del territorio. 
Si chiama Sostegno per l'Inclusione Attiva, Sia, e sono le “nuove regole” dell'assistenza, introdotte a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Provincia di Alessandria è stata la prima,in Piemonte, a "creare una rete". I sette consorzi che gestiscono i servizi sociali ad Alessandria,Valenza, Casale, Novi, Ovada, Acqui e Tortona, si riuniscono infatti questa mattina, mercoledì,per sottoscrivere un protocollo che dia vita ad una rete di coordinamento a livello territoriale e per rendere omogenee le metodologie di accesso ai finanziamenti destinati, appunto, a "fare uscire in modo attivo dal disagio" le famiglie che si trovano in difficoltà.

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva prevede l’erogazione di un contributo economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, che presentino determinati requisiti di reddito e riferiti alla composizione del nucleo familiare. "Coloro che saranno ammessi al beneficio, per poterne godere, dovranno aderire ad un progetto personalizzato ed impegnarsi in un percorso condiviso con i servizi sociali e con i soggetti pubblici e del privato sociale competenti sul territorio in materia di servizi per l’impiego, istruzione, formazione e tutela della salute, nonché con altri servizi a seconda delle fragilità espresse dal nucleo familiare interessato", spiega Maria Grazia Morando, ex assessore alle Politiche Sociali, chiamata a coordinare il progetto. "L'idea, in linea con la nuova legge, è quella di evitare contributi a pioggia".

La difficoltà maggiore riscontrata è quella della mancanza di lavoro. "Ci si attiva pertanto tramite i centri per l'impiego, che saranno potenziati, proponendo la frequentazione di corsi di riqualificazione professionale – spiega Stefania Guasasco, direttore del Cissaca di Alessandria – per le donne, ad esempio, quello che offre maggiori possibilità sono i corsi per operatore socio sanitario". Ci deve essere, dall'altra parte, l'impegno - ad esempio - a portare i figli a scuola, o a dei corsi di danza, pallavolo, calcio, grazie alla rete di società coinvolte, ad uscire da situazioni di dipendenza, se ce ne sono. Le domande di accesso al programma presentate sono oltre 1200 in tutta la Provincia; 300 quelle accolte, 250 i patti già siglati: per il 53% circa si tratta di famiglie straniere che hanno la residenza in zona già da due anni, per il 47% di famiglie italiane. "Ad erogare il contributo è direttamente l'Inps, mentre la rete provinciale ha il compito di monitorare che il patto venga rispettato, pena la sospensione", spiega ancora Morando.
Nel dettaglio, nel distretto Alessandria - Valenza sono 515 le richieste, du cui 127 accolte; a Novi-Tortona le domande sono 389, di cui 89 accolte; a Casale 183 richieste di cui 63 accolte; nel distretto Acqui-Ovada 130 domande presentate e 39 accolte. 

19/04/2017
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