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Gavazzana

Uppertones, a Gavazzana Blues il trascinante sound giamaicano

Se la musica ti fa balzare dalla sedia con un irrefrenabile sound non c'è possibilità di sbagliarsi: sono loro, gli Uppertones! Un trio dedicato ai suoni giamaicani degli anni Cinquanta, con Luigi De Gaspari, Peter Truffa e Ferdinando Masi, fondatore dei Casino Royale e dei Bluebeaters
GAVAZZANA – Se la musica ti fa balzare dalla sedia con un irrefrenabile sound non c’è possibilità di sbagliarsi: sono loro, gli Uppertones! Un trio dedicato ai suoni giamaicani degli anni Cinquanta, quando il mento incominciava a fondersi con lo swing, il boogie e il calypso creando un mix poi definito bluebeat o jamaican boogie. È da questa miscela esplosiva nei decenni seguenti nacquero la musica ska, rocksteady, reggae e hip hop.

Insomma, parliamo delle fondamenta della musica contemporanea, qualcosa che non si può non conoscere. Da non perdere quindi l’appuntamento di domani, lunedì 4 dicembre, alle cantine di Casa Sterpi di via Battisti 78, sede dell’associazione Gavazzana Blues (ingresso libero riservato ai soci). Alle 21.30 andrà in scena la formazione guidata da Mr. T-Bone (al secolo Luigi De Gaspari) e completata da Peter Truffa e Ferdinando Masi.

De Gaspari è un personaggio di spicco della scena ska internazionale, cantante e trombonista che negli ultimi quindici anni ha pubblicato ben dieci dischi e portato la sua musica dal vivo con centinaia di concerti in tutta Europa, Stati Uniti e America Latina ed Indonesia. Truffa è un italo-americano di New York, pianista fenomenale ma anche cantante e compositore; ha suonato per dieci anni in Italia con Giuliano Palma & The Bluebeaters e precedentemente ha girato il mondo con i New York Ska-Jazz Ensemble. Masi è il batterista e pietra miliare della musica in levare in Italia, fondatore dei Casino Royale nel 1987 e a seguire anche dei Bluebeaters con i quali suona ininterrottamente dal 1994 ad oggi.

Gli Uppertones hanno pubblicato nel 2015 il loro disco d’esordio “Closer to the Bone”, un album di brani dell'epoca riadattati al suono giamaicano e a questo strano miscuglio chiamato bluebeat. Il risultato è strabiliante, con la band che parte per un lunghissimo tour che alla fine conterà 200 concerti in due anni.
Durante il lungo tour i membri della band hanno comunque trovato il tempo di comporre molti brani originali e una volta arrivati allo studio di registrazione avevano pronte più di 25 canzoni. Stesso sound e stessi musicisti, ma questa volta in “Up Up Up!” raccontano le loro storie.
3/12/2017
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