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Novi Ligure

Dopo 70 anni un vescovo torna in visita pastorale in città

Il vescovo Vittorio Francesco Viola sarà protagonista di una Visita pastorale della durata di due settimane presso la comunità "Santa Teresa di Calcutta" di Novi Ligure, che riunisce le parrocchie di San Pietro, Sant'Andrea e San Nicolò
NOVI LIGURE – Da sabato 27 gennaio a sabato 10 febbraio il vescovo Vittorio Francesco Viola svolgerà una Visita pastorale presso la comunità “Santa Teresa di Calcutta” di Novi Ligure (che riunisce le parrocchie di San Pietro Apostolo, Sant’Andrea in Collegiata, San Nicolò).

Si tratterà di un evento storico: infatti, dalle ricerche effettuate nei vari archivi parrocchiali, risulterebbe che a Novi l’ultima Visita pastorale certamente documentata e di durata rilevante, fu effettuata da monsignor Egisto Domenico Melchiori dal 21 al 29 febbraio 1948. Sono trascorsi ben settant’anni! Sarà sicuramente un incontro «gioioso e di fede» tra il pastore e il suo gregge, l’occasione propizia per riflettere sul proprio cammino di singoli e comunità, crescere insieme nell’azione apostolica, ravvivando le nostre energie.

Ma cosa si intende per “Visita pastorale”? È «un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace» (Pastores gregis, 46). Con tale segno, il vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge che gli è stato affidato con l’insegnamento, la santificazione e il governo, animato da vera carità pastorale al fine di perpetuare l’opera di Cristo, Pastore eterno. La Visita pastorale è quindi «una delle forme, collaudate dall’esperienza dei secoli, con cui il vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio. È occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l’occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e a un’azione apostolica più intensa» (Apostolorum successores, 221).

La società in cui viviamo sembra meno attenta ai valori dello Spirito e distratta da tanti messaggi contraddittori che suscitano atteggiamenti e comportamenti lontani dalla tradizione cristiana; grigie nubi sembrano addensarsi sul mondo e sull’umanità suscitando timori e paure che ci fanno guardare al futuro con comprensibile preoccupazione. Sì, il Signore risorto cammina con la sua Chiesa e con l’umanità, e non cessa di invitarci ad avere speranza nella evangelizzazione. Egli ama questo mondo, per il quale ha dato se stesso, e vuole che ogni uomo si salvi. È Lui la fonte prima della fede che mai deve venire meno, neppure di fronte ai fatti più negativi o tragici. Egli sa trarre il bene anche dal male e inquietare i cuori più chiusi, affinché si aprano alla verità, al perdono e alla pace.

Qual è il senso e quali gli obiettivi di una Visita pastorale al giorno d’oggi? La Visita pastorale è un “atto apostolico”: il vescovo nella successione degli apostoli conferma le nostre comunità cristiane, collegandole simbolicamente con le prime. È “servizio” all’unità delle nostre chiese: il vescovo riconosce e conferma l’insostituibile ricchezza di ogni singola esperienza parrocchiale, invitando tutti a non disperderci e a puntare all’essenziale, sia nelle scelte di fondo, sia nei modi e nelle prassi pastorali.

Ora il rapido mutare dei tempi e della cultura, la necessità di un rinnovato annuncio del Vangelo, la diminuzione progressiva del clero e delle comunità religiose, l’urgenza di una maggiore presa di responsabilità da parte dei laici, la crisi della famiglia e tanti altri fattori socio-culturali che hanno investito la nostra diocesi come le altre, chiedono che la Visita pastorale, senza perdere il suo carattere di verifica e discernimento, sia anzitutto un forte incoraggiamento a proseguire e a qualificare il cammino intrapreso in questi ultimi anni.
8/01/2018
Vittorio Daghino - novionline@novionline.net
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