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Opinioni

Che tristezza quando Comuni e biblioteche sponsorizzano le superstizioni

Recentemente una biblioteca comunale ha diffuso l'invito a una serata su "Pulizia pranica e riequilibrio dei chakra". E' grave che un ente pubblico sponsorizzi una pratica totalmente priva di fondamento scientifico
Non voglio fare nomi né citare città perché non voglio parlare nello specifico di una persona quando il problema è generale. Ho ricevuto tramite una newsletter l’invito diffuso da una biblioteca civica, con un comunicato stampa emesso dall’assessorato alla cultura di un Comune, a una serata dal titolo: “Pulizia pranica e riequilibrio dei chakra”. Ripeto, non faccio nomi in quanto non voglio discutere le persone coinvolte, che sicuramente fanno quello che fanno in perfetta buona fede, con impegno e serietà.

Tuttavia, non posso essere felice del fatto che un ente pubblico sponsorizzi una serata che parla di una pratica totalmente priva di fondamento scientifico. Un ente pubblico dovrebbe avere un controllo, anche minimo, sulla qualità degli eventi che promuove, e sponsorizzare una pratica che per usare termini educati sarebbe da definire “superstizione” secondo me non è corretto, ed è spreco di soldi pubblici.
Insomma, come si può prendere seriamente una serata in cui «si parlerà di due antiche arti di riequilibrio che utilizzano il Ki (Prana, Chi o Energia Vitale) e agiscono sul corpo fisico nella sua interezza, sia sull’energia dei Chakra», quando chakra, ki e prana sono, per essere gentili, delle favole?

Oppure, riporto una frase del comunicato stampa che brilla per l’assoluta mancanza di senso fisico: «Rimuovendo l’energia bloccata, energizzando con il Prana o il Ki le parti del corpo sofferenti e ristabilendo il movimento energetico naturale dei Chakra, portano immediato beneficio alla persona».
Beh, se la serata la pubblicizza una biblioteca e un Comune, qualcuno potrebbe prendere queste “fantasie” per reali, e si continua a diffondere una pseudocultura dell’esoterico.

Purtroppo, il problema non è di un Comune o di una biblioteca. Troppo spesso ho visto incontri organizzati da vari enti locali, con manifesti e locandine per ogni dove, per trattare “importanti” argomenti come la medicina quantistica, l’omeopatia o i fiori di Bach. Ovvero il nulla usato per non curare malattie reali.
Sono ovviamente disponibile a rimangiarmi quanto detto nel momento in cui qualcuno mi porterà delle prove della realtà di queste pratiche. Temo però che per queste prove mi toccherà aspettare molto a lungo…
Lunga vita e prosperità.

Immagine: Julia Watkins.
14/11/2018
Claudio Casonato - novionline@novionline.net
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