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Opinioni

In cerca di Carlo Carrà nella casa museo Boschi Di Stefano

Un raro esempio di collezionismo ospitato negli spazi a cui le opere erano già in origine destinate. Natura morta con bottiglia, 1935, olio su tela dell'artista alessandrino Carlo Carrà si trova a Casa Boschi Di Stefano a Milano, una casa museo aperta gratuitamente al pubblico, dove l’opera è in compagnia di altre centinaia
 OPINIONI - Natura morta con bottiglia, 1935, olio su tela. Non è forse del grande artista alessandrino di Quargnento Carlo Carrà una delle opere più eclatanti, ma ci restituisce quel clima sospeso pienamente novecentista di cui l’autore seppe farsi interprete con puntuale e personalissima sensibilità. Perché scriverne in particolare? Perché con Carrà riprendiamo quel viaggio – nel raggio di non oltre un centinaio di chilometri – che sulle orme delle opere sparse o disperse degli artisti alessandrini ci ha portato in vari luoghi dell’Italia settentrionale in una sorta di percorso tematico come occasione di scoperta della nostra storia al di fuori delle mura. Il dipinto si trova infatti a Casa Boschi Di Stefano a Milano, una casa museo aperta gratuitamente al pubblico, dove l’opera è in compagnia di altre centinaia, parte di una collezione che miracolosamente è ospitata – non diversamente dalla collezione Panza di Biumo a Varese – ancora nella casa di chi l’ha negli anni radunata e appassionatamente arricchita.

Davvero in questo caso il dipinto di Carrà diventa l’occasione per un avvicinamento all’arte del secolo scorso secondo una della modalità che preferisco: vedere il quadro o la scultura nella casa di chi l’ha scelto all’epoca. Forse questo rientra in quel “voyerismo delle case” così ben descritto da Nanni Moretti nelle prima inquadrature del film “Caro diario”... comunque Casa Boschi Di Stefano è davvero uno splendido esempio di casa di collezionista. I salotti, la sala da pranzo e le varie camere di un appartamento alto borghese nel quartiere residenziale tra Corso Buenos Aires e piazza Venezia sono un’immersione nel gusto e nell’amore per l’arte di una coppia colta e sinceramente democratica.

Aperta dal 2003 in via Giorgio Jan al numero 15, infatti, Casa Museo Boschi Di Stefano espone nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968) una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974. Bella la storia di questa coppia che si unisce in matrimonio nel 1927. Conosciutisi l’anno precedente durante una vacanza in val Sesia, decidono immediatamente di sposarsi, ma le convenzioni sociali del tempo impongono un periodo di fidanzamento. Lui, classe 1896, è un giovane e brillante ingegnere di origine novarese, appena assunto alla Pirelli, dove firmerà importanti brevetti come, uno su tutti, il Giubo (Giunto Boschi). Era stato dirigibilista durante la prima guerra mondiale, dopo un’esperienza di due anni nel ramo ferroviario a Budapest appena laureato e aveva una grande passione per la musica, in particolare per il violino. Marieda era figlia di un collezionista, e attratta dalla ceramica era andata a studio dello scultore Luigi Amigoni. Negli anni esporrà i suoi lavori in numerose rassegne. Al 1962 risale la fondazione della Scuola di ceramica che porta il suo nome, ospitata nello stesso edificio di via Jan 15 e diretta fino al 2011 da Migno Amigoni, figlia del maestro e amica personale di Marieda dagli anni trenta. La collezione porta i nomi di entrambi i coniugi, in quanto come scrisse Antonio Boschi “non è un omaggio reso alla memoria della mia compagna” – morta nel 1968 – ma corrisponde alla realtà. Opera comune nel senso totale: in quello materiale con le implicazioni di decisioni, di applicazione, di sacrifici finanziari e conseguenti rinunce in altri campi; e in quello artistico come concordanze di gusti, di indirizzi, di scelte”. Antonio Boschi farà una prima donazione al Comune di Milano nel 1974 a cui ne farà seguito una seconda, avvenuta alla sua morte nel 1988, comprendente gli ultimi acquisti, avvenuti per lo più tramite la Galleria delle Ore.

Negli undici spazi espositivi della Casa Museo Boschi Di Stefano sono riunite circa trecento delle oltre duemila opere raccolte da Antonio e Marieda Boschi Di Stefano, distribuite secondo un criterio di successione cronologica e di selezione qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio, ex direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano. All’ingresso si trovano i ritratti dedicati ai coniugi Boschi e le ceramiche della stessa Marieda, quindi attraverso un corridoio con tele di Severini e di Boccioni si raggiunge la “sala del Novecento italiano” con opere di Funi, Marussig, Tozzi, Carrà e Casorati. Tutta da scoprire.

Fondazione Boschi Di Stefano
via G. Jan 15, 20129 Milano
Orario: da martedì a domenica 10.00-18.00
Chiusura 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre
Ingresso gratuito
Telefono 0274281000 
info@fondazioneboschidistefano.com
www.fondazioneboschidistefano.it
17/02/2018
Maria Luisa Caffarelli - redazione@alessandrianews.it
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