Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Opinioni

Per Salvini è necessario ripristinare il luogo della segregazione e della inguaribilità?

Probabilmente dell'annullamento della persona perpetrato dalla struttura manicomiale, Salvini nulla sa. E neppure sarà a conoscenza della iatrogenia, del rigurgito di follia, derivante sia da queste strutture che del massiccio uso di farmaci. Sicuramente non saprà che l'uso continuo di questi farmaci riduce l'aspettativa di vita di circa venti anni, ma, se anche lo sapesse, forse non gli importerebbe nulla
OPINIONI - Sono passati alcuni giorni dalle esternazioni di Salvini fatte a Pontida sulla legge 180. Forse, è giunto il momento che anche il Tiretto, almeno nella sua componente storica, esprima il suo disappunto su affermazioni farneticanti che trovano una giustificazione solo nell'assoluta ignoranza di chi le ha espresse. Se così non fosse, ci sarebbe l'aggravante della malafede.

Naturalmente queste, non sono per Salvini esternazioni nuove, è uomo di grande coerenza. Lamenta che sono stati chiusi tutti i luoghi in cui i "matti" erano tenuti sotto controllo, auspica Tso di uno o due anni in strutture chiuse per ricoveri coatti, e già che sta auspicando, auspica pure la creazione di cliniche di 100 o 200 posti letto per "curare" (rassicuriamolo, esistono già). Insomma, per Salvini, è necessario ripristinare il luogo della segregazione, della inguaribilità: il manicomio.

Probabilmente dell'annullamento della persona perpetrato dalla struttura manicomiale, Salvini nulla sa. E neppure sarà a conoscenza della iatrogenia, del rigurgito di follia, derivante sia da queste strutture che del massiccio uso di farmaci. Sicuramente non saprà che l'uso continuo di questi farmaci riduce l'aspettativa di vita di circa venti anni, ma, se anche lo sapesse, forse non gli importerebbe nulla. L'essenziale è che queste persone siano lontani dalla vista per decretarne l'inesistenza. Sergio Zavoli direbbe: "un atto di ipocrisia per mettere a posto le nostre coscienze". Ma tant'è, oggi è importante proteggere gli italiani non dalle ingiustizie o dalle codardie, ma dai migranti e ora anche dai "matti".

Ma perché questa ostilità? Il fatto che la180, sia una legge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come un modello da seguire, avrà ben un significato.  Il fatto che la piena applicazione della 180 a Trieste determini risultati tali da destare interesse in molte parti del mondo, avrà anch'esso una ragione, ma, evidentemente, per molti è irrilevante se è vero, come è vero, che la sua applicazione è insufficiente in molte parti d'Italia.

Si tratterà dell'inconffessabile fascinazione del manicomio? Non lo so, ma certo è ben strano che una legge che ostinatamente festeggiamo da quaranta anni, con altrettanta ostinazione, in larga parte la disattendiamo.

Anche in quei luoghi dove vigono le buone pratiche e operatori impegnati sono disponibili a prendere in carico la sofferenza, probabilmente, a causa della pervasiva manicomialità strisciante, è difficile attuare compiutamente la legge 180.

Rotelli, che ha affiancato Basaglia a Parma e poi anche a Trieste, sostituendolo nel 1979, afferma che la 180 è una grande impresa riabilitativa che richiede, per la sua attuazione, di vedere il sofferente come persona con i suoi bisogni e non solo come malattia, di censurare il manicomio in qualsiasi forma si presenti, di combattere stigma sociale e di operare in uno scenario lavorativo allargato a Famiglia, Lavoro, Casa, Amici, Quartiere, Reddito e qualità della vita. Insomma, allargato alla normalità.

Quanto ai contenitori, è sempre Rotelli che parla, dice che i Centri di salute mentale, come del resto avviene a Trieste, devono essere aperti sempre, notte e giorno 365 giorni l'anno, individua nei Gruppi Appartamento piccoli e numerosi, l'unica residenzialità utile nei percorsi riabilitativi, evidenzia la necessità di lavorare con Cooperative sociali che possano facilitare l'inserimento lavorativo delle persone che stanno riprendendosi dalla sofferenza e ritiene che i centri di crisi in ospedale, debbono essere pochi o comunque Il minor numero possibile. Infine, continua sempre Rotelli, almeno 5% delle spese sanitarie devono essere dedicate alla salute mentale". (Attualmente non superano il 3,5%)

Sul piano lavorativo l'attuazione della 180, richiede molto impegno per tutti. Per i tecnici, che, spogliati del loro sapere, più che ai sintomi, potranno prestare più attenzione alle persone, ai loro bisogni, alla loro storia e al loro quotidiano. Per le famiglie, che, in collaborazione con i tecnici, diventeranno soggetti attivi nei percorsi riabilitativi, ma anche per gli utenti sarà un grande impegno perché saranno chiamati a non lasciarsi sedurre dall'intraprendere la comoda carriera di malato, libero da responsabilità e oggetto a tutoraggi.

Dovrà impegnarsi a prendere in mano la propria vita con fatica senza delegare altri a sostituirlo, per essere artefice del proprio futuro riuscendo a liberarsi da etichette diagnostiche e non rinunciando mai alla guarigione Chissà, se riuscissimo a ben applicare questa benedetta 180, forse Salvini, almeno su questo argomento, non lo dovremo più ascoltare e noi potremmo festeggiare questa legge Basaglia tutti i giorni.
27/07/2018
Mario Chirico - Il Tiretto - redazione@alessandrianews.it
Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus



Cinquant'anni di Amaldi
Cinquant'anni di Amaldi
Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Maurizio Vandelli in concerto al Festival Contro 2018
Ponte Morandi, tir sequestrati
Ponte Morandi, tir sequestrati
Gavi, le foto vincitrici
Gavi, le foto vincitrici
Fai, Novi è delegazione
Fai, Novi è delegazione
Manifestazione Iperdì
Manifestazione Iperdì
Incidente sulla statale
Incidente sulla statale