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Opinioni

Un'Alessandrina en camino per Santiago

Questo mese intervistiamo una ragazza di Alessandria che è appena rientrata dopo un mese dal celebre Camino de Santiago: 800 km a piedi da Saint-Jean-Pied-de-Port nei Pirenei francesi fino a Santiago de Compostela in Galizia (Spagna), con una prosecuzione di fino a Finisterre l'arrivo del cammino sull'Atlantico. Di consigli tecnici e pratici se ne trovano un sacco su guide e sul web, molto più interessante è sentire l'esperienza personale che ciascuno fa
OPINIONI - Questo mese intervistiamo una ragazza di Alessandria che è appena rientrata dopo un mese dal celebre Camino de Santiago: 800 km a piedi da Saint-Jean-Pied-de-Port nei Pirenei francesi fino a Santiago de Compostela in Galizia (Spagna), con una prosecuzione di fino a Finisterre l'arrivo del cammino sull'Atlantico. Di consigli tecnici e pratici se ne trovano un sacco su guide e sul web, molto più interessante è sentire l'esperienza personale che ciascuno fa.

Perché hai deciso di fare il cammino ?
L'idea del cammino è sorta tempo fa. Avrei voluto farlo subito dopo la laurea per separare un periodo intenso di studio e lavoro durato anni da uno nuovo fatto di solo lavoro. Dopo laurea trovai subito lavoro e venne rimandato. I motivi nel tempo sono aumentati; si è aggiunta la delusione del lavoro differente da quello immaginato.

Te lo aspettavi così, o ci sono aspetti che ti hanno sorpreso?
In linea di massima si, è stato congruo con le informazioni apprese da internet e libri. Uno degli aspetti che non mi ha sorpreso ma impressionato sono stati alcuni ragazzi intenti esclusivamente a rimorchiare con conseguenze a tratti imbarazzanti.

Hai mai pensato di lasciare? Conta più la volontà o la forma fisica ?
No, non l'ho mai pensato nonostante ho avuto momenti di difficoltà. Conta molto di più la volontà anche se è opportuno dare ascolto ai propri limiti fisici. Dopo quindici giorni circa mi si è infiammato il tendine della gamba destra, ho dovuto camminare molto lentamente per 10/12 ore percorrendo 24/30 km al giorno per un periodo. Altre persone hanno preso il virus intestinale con tutte le spiacevoli conseguenze. Hanno proseguito con episodi forzatamente condivisi a tratti divertentissimi. Ho ammirato molto il fatto di proseguire nonostante le difficoltà e non mollare al primo problema riscontrato.

Immagino avrai incontrato molte persone e le loro storie lungo il cammino, c'è qualche storia particolare che ti ha colpito e che vuoi raccontare ?
Sul cammino si incontrano persone di diverse età, paesi e ceto sociale. Si condivide molto nonostante le difficoltà linguistiche. Un giorno sul cammino equivale a tre mesi nella vita di tutti i giorni, le esperienze sono molto intense. Due storie mi hanno colpito profondamente anche se in maniera diversa:
la prima è un esperienza mi è stata raccontata da una ragazza e riguarda la storia con il suo fidanzato. Lavoravano entrambi nelle forze dell'ordine. L'atteggiamento ostile contro di lei, i tentativi di umiliarla anche a letto sfoggiando un presunto grado di superiorità. Frasi come "...tu non sei niente, devi fare quello che dico io..." in un periodo in cui lei stava perdendo la propria mamma, giovane. È stato difficile trattenere le lacrime...;
La seconda è la storia di un signore canadese, professore, precedentemente obeso. Visti i decessi in famiglia decide di sottoporsi a intervento chirurgico per dimagrire. A distanza di un anno dall'intervento riesce a perdere 60 kg ma soffrendo di seri scompensi psichici. Il signore raccontava come al rientro al lavoro i suoi colleghi non lo abbiano riconosciuto. " Possibile mai dopo 20 anni di lavoro insieme non mi abbiano riconosciuto?" si chiedeva. Ha raccontato di come la sua vita sia cambiata, di come prima molti lo ignoravano, non le parlavano nemmeno insieme e ora tutti lo cercano per ogni cosa. Manifestava la sua delusione di quanto le persone possano essere false e piene di pregiudizi.


Un posto lungo il cammino che ti ha particolarmente impressionato ?
Si. Il Cabo Touriñán. È il punto più occidentale della Spagna situato tra Muxia e Fisterre, poco conosciuto e poco frequentato. Arrivati lì sembra di vivere un sogno. Dopo 800 km a piedi si ha la sensazione meravigliosa di libertà e la percezione che volendo tutto è possibile.

Che consigli daresti a chi vuole affrontare il cammino ?
Il primo consiglio ovviamente è di pesare lo zaino vuoto e scegliere quello con peso inferiore e non superare il peso previsto da quello consigliato nelle varie guide o sul web. Prendere farmaci del viaggiatore anche se non mancano le farmacie lungo il cammino e calcolare alcuni giorni in più per gli imprevisti. Non farsi prendere dall'ansia di non stare nei tempi calcolati lo renderebbe poco piacevole.
L' ultimo: andate soli.
28/06/2017
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