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Alessandria

Amag: "fuori l'acqua dalla privatizzazione" chiede il Movimento 5 Stelle

L'ultimo atto di riorganizzazione del gruppo Amag portato in Consiglio comunale ha visto l'opposizione di tutta la minoranza, ma soprattutto del Movimento 5 Stelle che ha chiesto tutela in tutta questa operazione per la holding "Reti Idriche", quindi per la tutela dell'acqua come "bene pubblico"...facendo anche una proposta. Abonante: "arriva troppo tardi e non si sa nemmeno se è fattibile"
 ALESSANDRIA - Il motto è “L'acqua non si vende. Fuori l'acqua dal mercato”. Il mercato cui il Movimento 5 Stelle fa riferimento è quello che si sta giocando nella partita “Grande Amag”, soprattutto con l'ultimo atto di indirizzo portato dall'amministrazione comunale all'attenzione del Consiglio comunale dello scorso 21 aprile.

“E' l'ultimo atto per la riorganizzazione complessiva del gruppo Amag – ha spiegato l'assessore Giorgio Abonante, dopo le specifiche analizzate in commissione – Quello che abbiamo scelto è di chiedere alla società di aprirsi a capitali esterni, così da evitare che fosse Amag a confluire in grandi gruppi. Una scelta 'mediana' che permette di mantenere il controllo territoriale e pubblico, dividendo in diverse holding, ognuna delle quali può avere partner finanziari”. Perché l'obiettivo è attrarre investimenti. “Questo è il valore aggiuntivo di partnership private, che deve essere ritenuto un valore aggiunto”ha completato Fabio Camillo, dalla maggioranza. “Rafforzando la posizione di Amag si vanno ad incentivare gli investimenti. Solo sulla rete idrica, per portarla ai livello richiesti dall'Europa servono 5 milioni”.

Ed è proprio sul capitolo “reti idriche”, cioè sull'acqua che si gioca il contrattacco del Movimento 5 Stelle. “Il rischio è di affossare l'esito del referendum del 2011 che per volontà dei cittadini ha ritenuto l'acqua bene pubblico. Così si va invece a privatizzare questo bene”. La lettura di un partner non solo finanziario, ma in realtà di una strada verso la privatizzazione è quello che emerge anche dal resto della minoranza, dal presidente di Forza Italia Davide Buzzi Langhi. “Non era un percorso da segnare ora, a fine mandato. Il privato dovrà avere dei ricavi, che ricadranno sulla testa degli alessandrini”.

Critiche che come in altre occasioni si era già espresso l'assessore Abonante “non hanno mai avuto da contraltare delle proposte dall'opposizione”. E così questa volta i 5 Stelle ci provano: “perché non si è scelto di fare come Napoli. Che ha scelto la strada dell'azienda speciale per l'acqua. Perché una volta che le quote (e ne basta un 2%) finiscono nelle mani del privato è difficile tornare indietro”. Una proposta “che arriva tardi” secondo l'assessore al bilancio e alle partecipate. “Potevate proporlo due anni fa. Si sarebbe magari analizzata. Oggi è una proposta che non ha garanzie di sostenibilità e fattibilità”. E sui discorsi invece del gruppo di centrodestra commenta, “il discorso di Forza Italia me lo saprei aspettato 20 anni fa dal Partito Comunista”. La scelta dell'amministrazione c'è stata: “noi potevamo vendere quote qualche anno fa. Avremmo avuto soldi da investire sulla città. Era una soluzione. Ma abbiamo scelto di fare l'esatto contrario. Abbiamo ristrutturato il gruppo e le singole business unit. E questi sono fatti, oggettivi. Non parole”.
25/04/2017
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