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Novi Ligure

"Senza shunt rischio chiusura per la nostra linea ferroviaria"

Il comitato "Contiamoci" lancia l'allarme: "I lavori necessari per l'interconnessione con il Terzo Valico potrebbero determinare la chiusura della linea esistente". Per Oscar Poletto e Maria Rosa Porta questo provocherebbe "gravi disagi ai pendolari e il fermo dell'attività dell'Ilva"
NOVI LIGURE – I lavori per connettere il Terzo Valico alla linea ferroviaria esistente potrebbero provocare problemi anche allo stabilimento Ilva di Novi Ligure. A sostenerlo è il comitato “Contiamoci”, che nella primavera del 2016 aveva chiesto di organizzare in città un referendum sull’eliminazione dello shunt.

L’enorme mole di opere necessarie per interconnettere la nuova linea ferroviaria con quella esistente, spiega il portavoce del comitato Oscar Poletto, potrebbe determinare «l’interruzione della linea Genova-Alessandria-Torino come sta avvenendo per la Novi-Tortona», che secondo le previsioni di Rfi rimarrà ferma fino al dicembre del 2021. Secondo il comitato, infatti, un analogo stop potrebbe riguardare anche la linea ferroviaria passante in città, «causando non solo gravi disagi ai pendolari, ma soprattutto per il conseguente fermo dell’attività dello stabilimento Ilva».

Appena prima di Natale è arrivata da Roma la notizia che il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, aveva deciso di eliminare lo shunt dal progetto del Terzo Valico, come richiesto dal Comune di Novi Ligure (una scelta «definitivamente assunta dal consiglio comunale il 18 aprile 2016 con i soli voti del sindaco Rocchino Muliere e della sua maggioranza», chiosa la consigliera comunale d’opposizione Maria Rosa Porta). In futuro, dunque, i treni merci in arrivo da Genova e diretti verso Alessandria, Novara e Torino transiteranno in città e dallo scalo di San Bovo. Con lo shunt, invece, avrebbero bypassato Novi.

Per il comitato “Contiamoci” si tratta di «una scelta scellerata che inciderà negativamente sulla vita dei novesi», a causa dell’inevitabile inquinamento da polveri sottili e da rumore, delle vibrazioni, delle grandi barriere antirumore e dai disagi che saranno causati dai lavori. Tutto questo «“grazie” alle istituzioni che hanno negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso un referendum in merito al passaggio dei treni in città», commenta Porta.

Lo scenario tratteggiato dai referenti del comitato ha del catastrofico. Poletto e Porta parlano di un «enorme complesso di opere necessario per realizzare i due raccordi ferroviari in galleria tra nuova linea che correrà a 29 metri di profondità e la linea che oggi attraversa la città». Lavori che, secondo “Contiamoci”, potrebbero determinare lo stop alla normale circolazione ferroviaria con gli inevitabili problemi.

Foto: il cantiere Cociv allestito nel basso Pieve a Novi (www.terzovalico.it). Nel riquadro: Maria Rosa Porta (archivio Novionline).

8/01/2018
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