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Novi Ligure

Terzo Valico, l'elenco dei lavori in città con tangenzialina e sottopassi

Nel 2018 partirà a Novi Ligure una serie di lavori collegati al Terzo Valico. Coinvolte per prime le frazioni Barbellotta e Merella e il basso Pieve. In strada Castelgazzo previsto un cavalcaferrovia al posto dei sottopassi. Muliere risponde alle polemiche sull'eliminazione dello shunt: "Non aumenteranno i treni con merci pericolose"
NOVI LIGURE – Nonostante la cancellazione dello shunt non aumenterà il passaggio in città dei treni che trasportano sostanze pericolose. Non si tratterebbe di una semplice promessa ma di una prescrizione normativa inserita nella delibera che il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, ha approvato appena prima di Natale. A darne notizia è stato il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere, durante la conferenza stampa di fine anno [nella foto].

Lo scorso 23 dicembre, il Cipe ha approvato la cancellazione dello shunt dal progetto del Terzo Valico. Senza shunt – una bretella che avrebbe collegato la nuova linea ferroviaria con la linea esistente, bypassando Novi – i treni in arrivo da Genova e diretti verso Alessandria dovranno transitare in città. Un’ipotesi – ora destinata a diventare realtà – che ha incontrato molte perplessità, proprio perché aumenterà il numero dei convogli che passeranno all’interno del centro abitato, con conseguenze in termini di rumore e pericolosità.

«Dal commissario di governo per il Terzo Valico Iolanda Romano e da Rfi [la società proprietaria delle infrastrutture ferroviarie: ndr] ci è stato assicurato che non ci sarà il paventato incremento di treni che trasportano sostanze pericolose. Aspettiamo comunque di vedere questa prescrizione nero su bianco quando sarà pubblicata la delibera Cipe», ha detto Muliere. I tempi non saranno brevi: le delibere del comitato governativo vengono prima controllate dal ministero dell’Economia e dalla presidenza del Consiglio, poi vagliate dalla Corte dei Conti e infine pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale; mediamente sono necessari sei mesi.

Risolto il nodo dello shunt (il Comune di Novi ne aveva chiesto la cancellazione fin dal 2005), nei primi mesi del 2018 partirà una serie di lavori finanziati da fondi collegati al Terzo Valico. Un milione di euro verrà utilizzato per asfaltature, regimentazione delle acque meteoriche (fossi e canali di scolo) e potenziamento dell’illuminazione pubblica nelle zone della Barbellotta, del basso Pieve e della Merella. Sarà anche realizzato un nuovo scolmatore per il rio Gazzo, cioè un canale che servirà per evitare l’esondazione del corso d’acqua in caso di piogge intense.

Inoltre Rfi ha iniziato la progettazione della tangenziale di collegamento con Pozzolo, che sfrutterà strada Castelgazzo. Per risolvere il problema degli angusti sottopassi attualmente presenti, si era ipotizzata la costruzione di un unico grande tunnel sotto i binari. Il nuovo progetto di Rfi invece prevede un cavalcaferrovia, la cui realizzazione sarà appaltata alla fine del 2018. Sempre Rfi, nel corso del 2018, elaborerà i progetti del nuovo assetto viabile in piazza XX Settembre (è prevista una rotatoria), di un nuovo parcheggio nell’area ferroviaria di via San Giovanni Bosco (con annesso un sottopasso viario e pedonale con sbocco in via Raggio) e del prolungamento del sottopasso della stazione ferroviaria verso via Garibaldi.

Oltre che ai lavori pubblici, l’attenzione dell’amministrazione è rivolta ai collegamenti pendolari con Milano, Genova e Torino. «Regione Piemonte e Ferrovie hanno garantito un impegno per velocizzare la tratta Torino-Genova, passando ovviamente per Novi, e per aumentare il numero dei treni tra Tortona e Milano, andando incontro alle esigenze dei pendolari novesi che sono già penalizzati dalla chiusura della linea Novi-Tortona», ha detto Muliere.
31/12/2017
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